LE MASCHERE FETISH

A volte per aprire la fantasia, creare scenari particolari oppure solo per curiosare nel mondo del fetish, si possono usare maschere che grazie alla loro varietà possono soddisfare i gusti di tutti. Io per esempio ho un debole per le maschere di latex e quelle a gas di vario tipo. Eccone alcune molto intriganti.

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PRELUDIO DI UN AMORE SENZ’ARIA

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Degassificare le coronarie.

Allegerire le arterie.

Prendere una boccata d’aria.

Annichilire l’ego personale.

Rinsecchire le scuse.

Volatilizzare le delusioni.

Martirizzare le passionarie ragioni.

Mettersi la maschera e guardare altrove.

( Copyright della poesia di Amleta Bloom)

MY MISTRESS MOVIE

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È passato senza esser visto da quasi nessuno. Questo film che riguarda un personaggio che tutti sembrano ormai conoscere bene ma nessuno sa di preciso com’è.

Il film “My Mistress” non ha portato il clamore di quella storiella romantica tra Grey e Anastasia. Non ha portato alcun dibattito su questo tipo di relazione perversa.

Forse perchè gli uomini, quasi tutti slaves ( includendo molti master) non sapevano dell’uscita di questa pellicola e se la son persa.

È ovvio che on tutte le Mistress girano per casa in latex o amano ragazzi di quel tipo. Ma comunque questo silenzio su questa pellicola fa pensare che solo le stupide fiabe d’amore tra Cenerentola e il riccone fanno effetto. È così?

( Copyright dell’articolo di Amleta Bloom)

ANIMA MIA RIBELLE

ANIMA

O anima mia ribelle,

quale pelle hai vestito finora?

Quale pelle ti ha rigenerato?

Il latex non ha ancora l’odore del tuo corpo immortale.

O anima mia ribelle,

quale altra pelle vorresti indossare?

Quale altro animale vorresti essere

per fuggire al predatore?

O anima mia ribelle

la scelta non è mai ovvia,

e si schiude un uovo

per ciò che dentro si può sbranare.

Palpitazioni che non siano indolori

non ne conosciamo e dunque peggiore

è la sorte di chi ti ha questa illusione

di poterti domare.

O mia ancella diletta,

tu mia protetta, tu sola guida di me

e della mia mente, tu sola gemella

che non mostra mai la sua ombra,

dì ancora un sì, e sarà l’ultima volta.

LA COLOMBA FERITA

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Figlia del Male: occhi di sogno e costole di uccello nero.

Vi ho lasciato strappare le mie piume contorte per risvegliarvi i sensi.

Docile sarò per non appassire: cruda carne e crudo sangue.

Come fiore maledetto che non si piega a niente, nemmeno alla morte,

io resisterò al vostro infernale sangue.

Quando il solco che si scava nel petto diventa fiume,

che erode il cuore, ci si aspetta che giunga alla foce

ma invece torna indietro e risale fino alla cima dello strazio.

Risalire in cima per farmi legare dalle vostre corde,

farmi liberare e insieme legarmi di più alle vostre mani.

Il mio silenzio vuole che ci sia ancora un domani,

un poi, un di nuovo, un insieme.

Che grande ostinazione ho, lo so bene!

Sotto un albero il violino è leggero,

persino il fumo vola via senza lasciare odore,

ma rimane qualcosa sul mio cuore

che non ha ancora parola per dire cos’è.

Sbriciolata contro il muro,

piegata da una forza maggiore: serpente dalla bocca lussuriosa,

voi siete occhi di seduttore, esigete il mio sguardo

per riconoscere la vostra potenza su di me,

piccola colomba spennata viva.

Carne e sangue e veleno di sudore,

sulle pietre ho versato il mio sangue,

ai vostri piedi soltanto, come una vittima sacrificale,

una colomba ferita.

Voi camminate ancora,

io non posso svelare il dolore che mi avete dato,

il mistero che ci tiene uniti.

L’ultimo pezzo di me l’avete rapito con un bacio.

Uccidetemi ancora ma non fatemi morire più.

( Copyright della poesia di Amleta Bloom)

UN URAGANO DI SOFFERENZA

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Io procuro dolore,

io segno i miei passi coi chiodi appuntiti

e le catene tintinnanti.

Io sono lo spettro di una regina estinta ma vicina.

io sono la distruttrice sovrana di cuori infelici.

Io cammino su scheletri di cuori corrotti

dal mio velenifero bacio,

io cammino su braccia di abbracci slegati.

Io porto rovina e tempesta,

io sono molesta piena che trascina con sè tutto,

tutto quel che resta nel vuoto di ciò che c’è stato prima.

Perchè mi si ama così tanto?

Perchè mi si dona amore e passione infinita?

Io sono sono l’uragano che grida

prima di distruggere la casa alle anime già in pena

per la pioggia che ha distrutto le vite di quelli che son stati

sulla mia strada piena di buche pericolose.

Perchè mi si ama ferocemente?

Perchè mi si dona ciò che di più prezioso

esiste nel cuore dell’uomo?

Io non chiedo nulla, io non faccio nulla,

io non muovo un dito, non ordino o esigo,

eppure il fiume dell’amore riempie le mie dita,

ed io lo lascio scivolare via come se fosse sabbia

perchè solo arrivando al mare può diventare il fondale

per una esistenza migliore.

Io non tengo per me nessuno, io non tengo per me nulla

che sia umano, mortale o che significhi denaro.

Io non tengo per me nulla che possa essere così effimero!

Ah, la mia maledizione!

La mia maledizione è distruggere ciò che non tocco,

ma che si cambia in oro quando mi scorge col filo

di un solo dolcissimo suo occhio.

Mi riserva i frutti migliori ma io li faccio marcire,

e non mangio nemmeno un boccone del suo amabile cuore.

Perchè mi ama e vuole soffrire?

Perchè mi ama e ama soffrire?

Io sono uragano di sofferenza,

io non sono di umana materia,

eppure guarda quanti umani vogliono essere i fortunati

sudditi di una mia eccelsa volontà funesta!

Guarda quante teste e cuori si piegano

appena io sorgo all’orizzonte!

Perchè mi amano?

Perchè vogliono soffrire per mano mia?

Io non sono umana, io sono fatta di pietra e dolore,

e solo dolore posso donare.

Loro mi amano ed io li rigetto,

loro mi vogliono ed io li rifiuto,

loro mi desiderano ed io do loro solo sofferenza.

Io non sono umana, mi chiamano Sovrana,

e pensano di farmi persino una corona,

ma le gemme preziose io le tengo nelle mie mani:

sono le loro vite, con le quali gioco oggi, ieri e domani.

( Copyright della poesia di Amleta Bloom)