LA VOCE DEL PIACERE

Si dice che la donna che cerca il piacere abbia qualcosa di quel calore materno che attira filiali ardori. Ma non sempre questa storia è reale. Il più delle volte magari sono già presenti dinamiche diverse e più comlicate nel rapporto sadomaso. Ma la sua voce non mente mai quando esprime quello che il cuore sente di dire. A volte gli schiavi sono così disattenti! Così sbadati e superficiali. Non sanno che i particolari fanno la differenza. Che la notte ha una sua voce, che il sentimento ha una sua sfumatura. Che le notti non sono tutte eguali.

 

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ACROBATIC DEATH

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Solo tu mi fai diventare incapace di intendere e volere.

Solo un pensiero trafitto dal tuo non pensiero su di me mi dona tutta la sofferenza mai vissuta prima.

Dal trapezio del mio dolore non so scendere più perchè la tua mano conobbi per prima cosa e poi la mia disgrazia.

Così beatamente affranta assaporo il gusto della disfatta e mi voglio lasciare cadere.

Ma tu non sei sotto al trapezio a tendere le braccia.

Tu sei dentro la tua vita ed io sono una piuma che svolazza sotto i tuoi piedi.

Me misera! Perchè non hai pietà di ciò che ancora non mi fai?

Perchè mi lasci dondolare tra dolore e dolore?

 

THE COLD MASTER

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La presunta freddezza di un Master, il suo distacco, la lontananza emotiva sono delle caratteristiche peculiari di un buon Padrone o sono delle mosse progettate per rendere la slave più bisognosa?

Ovviamente una donna vanilla non resisterà molto tempo aspettando dei gesti di affetto romantico e subito andrà a cercare altrove ciò di cui necessita.

Ma una slave, degna di questo nome, non cerca affetto dal suo Signore ma è appunto quel distacco, che le dona quel dolore di cui necessita per esistere e per sentirsi devota totalmente a colui che è capace di simile stato mentale, che ella ricerca ossessivamente.

Un Master insicuro o sempre riscaldato dai propri desideri diventa facile preda di se stesso e vittima di quei desideri che lo sballottolano tra le mani di presunte donzelle che vogliono fare le schiave.

Ma non si diventa schiave di una persona, semmai si può essere schiave di una volontà che non è la propria.

Questa sottile differenza spesso le slaves in cerca di principe sadico o marito Master non la colgono e dunque hanno un’idea molto distorta di ciò che è un Master.

Un Master non è il principe azzurro, dolce, affettuoso e soccorritore. Non è qualcuno a cui appoggiarsi perchè si è bisognose d’amore o di sesso.

Un Master, che sia degno di questo nome, avrà la sua freddezza come simbolo della stabilità della sua forte mente e volontà.

Così come una pietra non si fa spostare dal vento, allo stesso modo un Padrone sarà fermo, immobile e deciso nel suo essere dominatore.

Quindi la sua freddezza e il suo distacco sono parte di quel dominio che non ha vacillamenti.

Se non fosse così allora non si tratterebbe di un Master ma di un qualsissi uomo che sa donare amore ma che non sa cosa sia elargire sofferenza.

L’ETERNO DILEMMA

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Accontentarsi di una pet se non si può avere una slave?

Accontentarsi di una donna curiosa se non si può avere una sub?

Accontentarsi di una switch se non si può avere una Domme?

A volte il desiderio delle persone bisognose deve fare i conti con quello che si trova in giro.

E mentre una Domme per esempio ha vasta scelta su chi sottomettere, sceglendo appunto solo chi ritiene adeguato per se stessa.

Così non può fare un sub o uno slave perchè l’ampiezza di scelta è minore.

E anche un Master, che nonostante possa incontrare centinaia di donne, visto che al mondo ce ne son tante, avrà più difficoltà a trovare una vera slave.

Molta gente recita più ruoli. Recita appunto. E c’è chi accontenta.

Ma c’è più piacere nell’odorare una margherita facile da cogliere e senza profumo oppure aspettare la rosa vellutata dall’intensa fragranza?

Devo ammettere che nella cerchia degli esseri umani i più frettolosi son gli uomini che prendono di tutto pur di esercitarsi e soddisfare il proprio desiderio di piacere.

Ma il desiderio di piacere non appaga il desiderio di potere, ossia di dominazione.

Allo stesso modo gli slaves scodinzolano a chiunque e son ben lieti di seguire qualunque tacco a stiletto.

Le donne invece attendono il legame, l’appartenenza reale, profonda. A parte quelle galline che frequentano diversi pollai all’insaputa del loro Signore.

Comunque c’è questo dilemma, che alcuni appunto non hanno, poichè si abbuffano di qualsiasi cosa, tra lo scegliere ciò che più si confà ai nostri bisogni oscuri oppure prendere la prima cosa afferrabile.

Così alcuni slaves si accontentano delle attrici col frustino in mano e alcuni Master si accontentano delle gonnelline svolazzanti delle farfalle primaverili.

Ma poi, trovano soddisfazione per i loro impulsi? Molti mi hanno detto di no.

Ma mentre uno slave ha un bisogno assoluto di una mano ferma che lo guidi, poichè è pressato dai propri impulsi.

Un Padrone o una Padrona, intendo quelli veri, non hanno fretta di cogliere facili fiori da esporre al ludibrio del pubblico ma aspettano il gioiello unico che sia degno del loro potere.

SUL LETTO DELL’OBLIO

oblio

Sfinita dalla vita, sfinita dai sensi floreali, dal profumo della disperazione.

Sfinita la sostanza che risiede nel cuneo polmonare.

Ogni piccolo capillare ha sanguinato.

Ogni piccolo fiore è seccato.

Il bilancio dei morti è una lunga lista.

Il segno premonitore nella luna rossa.

Povera anima perduta nel calice del crepuscolo!

Cresciuta nel desiderio di un bene e morta nel patimento del male!

Offuscamenti e dolci illusorie devastazioni hanno coronato la tua testa.

Quella finestra ha le tapparelle chiuse.

Quella finestra non dona più nessuna visione.

Rassegnati all’oblio e dormi sul letto del tuo dolore.

Ogni corda è sciolta, ogni cammino è finito.

Vaga da sola sul letto dell’oblio e sogna un’altra vita.

Chiudi gli occhi, chiudi l’anima, chiudi il sonno,

lasciati portare via e non opporti più alla fine.

Riposa in pace.

LOVE IS BLINDNESS

coppia

Credere nel sogno di una stella che si stacca da un pianeta per diventare stella.

Credere nell’abbandono di se stessi per diventare l’altra persona.

Credere in miliardi di respiri per scorgere l’alba che fa luce al sole.

Attorcigliati da bende spesse le anime represse si vincolano a se stesse.

Rivoltano dolori e si prendono cura dei loro cuori con medicine scadute.

Sopra una rupe si staglia il dirupo e le anime morte son pronte al tuffo.

Sopra la cresta delle onde volerà una  nave e porterà Caronte al di fuori delle sponde del mondo.

C’è un unico modo per sopravvivere alla vita, accecare il buio!

Credere di essere qualcun altro per darsi in pasto alle peggiori belve.

Credere di essere strani, disumani, capovolgere le intenzioni e ridursi a candele.

Credere che le nuvole dentro la pelle portino la pioggia.

Vincolati dalle cortecce cerebrali e legati da finimenti equestri corriamo l’ultima corsa.

Non c’è spazio per un futuro diverso sotto quello strato di mare dove anneghiamo.

Non c’è più una superficie marina dalla quale emergere.

Non c’è più l’abisso dove si sprofonda.

Non c’è più niente.

Non si vede più nulla.

Non si vede più.

 

LA FORMA DI UN BACIO

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Un caso mentale di crinoline attorcigliate.

Un caso patologico di belva non addestrata, liberata dal cuore,

nel buio di un giorno cancellato dal calendario.

Una sconosciuta presenza, una candela divisa a metà.

Due ritratti appesi a due pareti opposte,

due ritratti che ritraggono una sola belva felina.

Uscita da una foresta reclusa da bambina,

parla una lingua magica e mai parlata,

strega, megera, matrona senza figliole.

Una cosa che si posa sugli occhi che dormono,

una cosa mostruosa che serrata detiene il potere

di dire di sì e di no.

Una donna sdoppiata con un bacio:

dove ha piantato la sua ombra

è rimasta solo una figura senza forma.