PRELUDIO DI UN AMORE SENZ’ARIA

tumblr_cb5f03484e43e73aee3f972e5ec8037a_a6f9e474_1280

Degassificare le coronarie.

Allegerire le arterie.

Prendere una boccata d’aria.

Annichilire l’ego personale.

Rinsecchire le scuse.

Volatilizzare le delusioni.

Martirizzare le passionarie ragioni.

Mettersi la maschera e guardare altrove.

( Copyright della poesia di Amleta Bloom)

IL BISOGNO CRUDELE

tumblr_e0e8c901b63c2367591e38517d2f47e2_0cf0a250_1280.jpg

Il bisogno non è desiderio, non è fantasia occulta o mistica regia di una scena voluta.

Il bisogno è crudele fame di ciò che fa male, di ciò che fa sentire l’essere più forte così gradito e necessario.

Non si segue la legge di Natura ma l’arsura della carne debole che vuole il suo Padrone.

E nessun gioco può seguire regole non scritte perchè ciò che si scrive sul corpo è un’obbedienza feroce al dolore.

( Copyright della poesia di Amleta Bloom)

IL PRIGIONIERO E LA FARFALLA

il-prigioniero-e-la-farfalla

Un semplice piccolo insetto colorato.

Un giorno qualunque, sole, vento, aria e dannazione.

Una farfalla si posa dove non c’è mai stato colore.

Un semplice insetto, nessun pungiglione,

solo ali e antenne, proboscide per succhiare,

piccoli occhi per vedere.

Il prigioniero allunga la mano,

vuole toccare, vuole sentire.

La farfalla ha due ali leggere, vibranti,

ed un corpo zuccheroso che sporca le dita del prigioniero.

Lui si avvicina di più, vuole stringere,

vuole possedere, ma le ali sono leggere,

impalpabili e si sgretolano subito.

La mano del prigioniero diventa pugno,

la vuole colpire, perchè non si ferma,

non si lascia tenere tra le dita,

la farfalla vuole volare via.

Il prigioniero si accanisce,

ne fa una ragione di vita o di morte,

non vuole lasciarla andar via,

deve trattenerla.

Così stringendo ancora

le toglie le ali e la vita.

LA CONIGLIETTA

OIP

Cuocimi con due patate attorno,

con o senza contorno io ti farò felice

di poter assaporare il mio sapore vergine

di anima di giocatore.

Metti la tua carta a centro tavola

e lasciami girare tutte le altre.

Ti farò guidare il gioco

perchè io sono solo una coniglietta

nella trappola dell’Orco.

Incrocio le gambe,

vestite di calze a rete,

perchè tu veda quanto io mi sia denudata

per poterti ispirare.

Condiscimi col tuo succo,

spalmami la tua crema sulle labbra:

ogni tua goccia sarà mia benedizione.

Io tengo il musetto fermo,

le labbra socchiuse,

un solo tuo desiderio

per farmi cadere sotto il tuo gioco.

La coniglietta è cotta a puntino,

se giri il cucchiaio puoi subito avere il meglio

del suo grazioso cuoricino.

( Copyright della poesia di Amleta BLoom)

IL CONIGLIO BIANCO SI MANGIA ALICE

rabbit master

Sospira lui nel mio orecchio,

sospira nel mio letto di dolore,

prepara il cibo per sfamare il mio ardore.

Si prepara a mangiare il mio corpo,

intero, debole, offerto a lui come un dono.

Sospira alla mia voce con i suoi denti,

sospira sotto il mio letto,

là dove tengo nascosti i pensieri oscuri,

là dove cadono le briciole dei suoi pasti umani.

Il suo orologio ha scoccato l’ora,

il suo tempo è arrivato,

ecco che si appresta a venire

a legare il suo animaletto

per metterlo sul fuoco

e bruciarlo vivo col suo fiato.

Il coniglio bianco digrigna i denti,

è affamato, non può più aspettare,

il suo palato ha la bava,

le sue mani si allungano per prendere.

Sussurra alla mia ragione di lasciarmi andare,

sussurra alla mia prigione di aprirsi del tutto.

Il suo pelo bianco non è di Babbo Natale,

il suo pelo bianco è di crine di cavallo,

di archetto che suona un violino distorto.

Amami tu, coniglio feroce.

Amami e rendimi capace di non amare più.

( Copyright della poesia di Amleta Bloom)

ALICE E IL CAPPELLAIO MATTO

alice

Il tè nero, velenoso, che il cappellaio offre

alle sue amichette devote.

Il tè nero bollente, che il cappellaio versa

sulle schiene delle sue anime disperse.

Il gelido liquido che inietta nei loro cuori,

li rende immoti, li rende animali.

Bestioline illusorie, anime vagabonde,

sedute al tavolo di un imperioso dolore,

aspettano il segno del tempo per essere sazie di sete immortale.

Vedi come stanno ben sedute attorno al tavolo dell’inferno,

e bevono dal cappello che lui offre ogni giorno.

Alice prende il cappello e se lo mette in testa,

riesce a sentire i desideri del suo Cappellaio.

Alice non bere! Il veleno è solo liquore,

non è efficace per smettere di morire!

Alice, alzati da quel tavolo e smettila di ridere.

Il Cappellaio sta versando dello zucchero nel tuo cuore,

ti gira la testa ma rimani ferma, non ti girare indietro,

altrimenti il tuo animo diventa di sale.

Non guardare indietro, dimentica tutto.

Alice alzati! immergi il dito nella tazza e succhialo per bene!

( Copyright della poesia di Amleta Bloom)

DARK QUEEN

99a8dd2d84fd228253c183e1dae39004

Le piccole bambole senza testa,

le piccole bambine senza vestiti,

le piccole ancelle alla mia catena.

Silenziose anime che aspettate la mia notte,

silenziose anime perse nel mio cuore.

Piccole bimbe che sognano peccati leggeri.

Piccole devote passionali megere che scalze camminano sotto di me.

Stupite la vostra sovrana con fiori di capelli.

Stupite la vostra regina intrecciando filo spinato

sulle vostre bocche chiuse dal mio desiderio affilato.

Suonate violini con le vostre lingue,

che io possa sentire bene la flebile voce

che ancora da voi si alza per chiedere e supplicare pace.

La vostra sovrana sul trono

e voi in mezzo agli insetti morti,

caduti sul tappeto

per ogni mio fiato paralizzante.

Voi pure diverrete larve,

voi pure sarete vittime del mio incesto.

Voi figlie del mio ultimo estremo gesto,

qui su questa terra di doloranti sogni svaniti.

Voi rimarrete sul mio letto, legate alla mia mente,

come anime di me, perdute per sempre.

( Copyright della poesia di Amleta Bloom)

PIEGATA DAL BUIO

48d2b7dd37c200d0

Mio Signore, il buio è arrivato

e mi sto preparando per la trasformazione finale.

Il mio cuore ha smesso di battere,

il mio cuore è pronto per il dolore.

Al suolo già sono,

a terra, per piegarmi al vostro volere.

Io sola, con questo manto di carne pulsante,

la mia anima volata via per sempre.

Vi prego scrivete sul mio corpo

tutto ciò che è vostro ordine,

ed io eseguirò ogni vostra perversione.

La mia morte ve la offro,

la mia vita ve la offro,

non c’è nulla ormai

che si oppone al vostro comando.

Legatemi.

( Copyright della poesia di Amleta Bloom)

LA PICCOLA MICINA

3731e99431659c17710dd4dfc569cd03

C’è una piccola micina

che è svanita dai miei sogni stanotte,

ha preferito stare con un cane.

C’è una piccola micina

che non vuole stare nel mio cuore,

e rimane a mangiare in altrui ciotole.

Io le lasciavo aperta la porta,

e lei non entrava mai.

Fa le fusa a chi le da pedate,

fa le fusa a chi la bastona,

fa le fusa a chi la tratta male,

non ne vuole sapere di vero amore.

Poi dicono che le schiave hanno un cuore,

forse lo hanno dentro la bocca soltanto

quando parlano di volere cose buone.

No, questa micina non si ama,

non si ama per nulla,

si fa strapazzare dai cani del quartiere,

miagola a quelli che la pestano,

si lascia avvicinare da tutti,

fa lo zerbino di ogni signore.

Io le lascio la porta aperta,

una ciotola di latte caldo,

ogni giorno,

perchè è questo il vero amore:

non avere nulla di te

eppure ricordarmi sempre che esisti.