LA LUNA SOVRANA

6a00d83451622e69e200e5522e670f8834-640wi.jpg

Eri a pezzi quando hai sentito cadere l’ululato dei lupi

ma la luna sovrana ti aveva avvistato:

Smarrito, affamato, stremato.

La luna che tu pagano hai invocato, giunge a te per la tua malasorte.

Sei finito nelle grinfie della Lupa sovrana e al suo pelo rimarrai attaccato.

Sfinito e asservito al suo nudo seno stillerai ogni goccia della tua passione per saziarla.

Ogni latrato che darai lei ti punirà di più perchè solo la sua voce dovrà udirsi in tutta la valle.

E tu sarai fortunato se rimarrai vivo dopo ogni suo succulento pasto.

Inginocchiati e dona il tuo collo alla sua luce metallica.

Sii suo nel regno selvaggio della Luna Sovrana e camminerai sulle sue orme.

Non perdere te stesso dietro al suo potente riflesso perch’ella non desidera un pivello ma un lupo vero.

Rinnega la tua natura metropolitana e inginocchiati alla forza della sua Natura Sovrana.

( Copyright della poesia di Amleta Bloom)

 

Advertisements

NODI PIU’ STRETTI

hand

 

Più stretti quei nodi che allargano la stretta

tra schiava e padrone che si contendono il trono.

Più strette quelle conquiste divenute campo di battaglia

per desideri scomposti e indigesti.

Più strette le corde necessarie ad una nuova esplorazione

sul sentiero di guerra contro il dolore.

Quei valenti pensieri che spianavano la strada

son ridotti a pezzucole che bendarono ferite

ancora pulsanti.

Più stretti quei nodi che si son sciolti

prima ancora di cementarsi e diventare unici.

Più forti le sorti di un animale spavaldo

che ha sbranato per non sbranare.

Quanti intrecci infiocchettati

dal ben volere e dissolti nel nulla!

Sulla barella giace la vittima

attaccata al filo di una flebo così labile

e insicura di poter guarire

da quella malattia insufflata

da un Orco indimenticabile.

NEL TUO GIARDINO SEGRETO

Sapone liquido che libera i polsi dalle strette salde dei tuoi tocchi arroganti,

Sangue riverso sul nome tuo che avevo predetto sul mio letto di tormenti.

Il tuo cervello mi ha liberato i polsi dal dolore di un rifiuto.

Il tuo piombo nero come visione per il mio pube dorato.

Un fiore pronto per diventare chiodo di ferro nella tua mente.

Un fiore che raccogli con la cura di un bravo giardiniere.

Acqua, vento, pioggia, niente può scuotere questo nostro giardino segreto.

Sapone liquido per lavare la mia coscienza distorta dal tuo malefico fiato di diavolo severo.

Mi lavi, mi asciughi, mi purifichi da te.

Mi lavi mi asciughi, mi liberi di me.

Un fiore posto nel vaso di cristallo del tuo giardino segreto.

In mezzo a rovi e biancospini, un fiore di marmo scolpito da te.

Tu sei l’artista che mi ha scovato nell’angolo sperduto in cui sostavo

in attesa di quello spruzzo di vita che avrebbe ravvivato le mie foglie,

in attesa di quello sguardo feroce che avrebbe messo ali al mio cuore.

questa misera larva che hai trovato in mezzo all’humus del tuo giardino,

questa umile, docile anima ricoperta di fango, l’hai resa già capolavoro

con la natura distorta delle tue mani che ciò che toccano rendono schiavo.

Il danno è fatto e la trasformazione è evoluzione della mia specie ignota:

DNA ristampato sotto i colpi che gli hai dato per renderlo simile al tuo,

così simili noi, così opposti, da poter pensare di divenire uno insieme.

O mio lupo Cattivo, il seme che hai piantato nel tuo giardino segreto,

rimarrà nascosto, perché solo tuo dev’essere il privilegio di poterlo far sbocciare.

https://www.youtube.com/watch?v=7mitasNyfWo

CATTIVO ANIMALE RIBELLE

Rami spinosi che odorano di gioia,

rami spinosi che si posano sul petto

per dirigere il mio respiro dove la notte riaffiora.

I suoni della tua voce escono da una possente gabbia toracica,

dove i tuoi desideri hanno creato ordini a cui non posso non obbedire.

Strisciando sui rami spinosi, amabili disappunti e grida mie,

gemiti tuoi e solerti abbracci per salvarmi da simile tortura inattesa.

Sono un cigno nero a cui hai strappato le piume bianche.

sono un cigno nero a cui hai stretto il collo per non soffocarmi.

Risuona dentro di me la tua voce, portata come spina di bosco

come lama antica sul mio seno rosso.

La tua voce che spira sulle mie labbra bagnate

mentre baci le parole di buio che adesso ti ho date.

Tu, mio Cattivo Animale Ribelle,

unico solerte cavallo imbizzarrito,

le briglie al mio animo hai posto con dolcezza,

mentre le redini tenevi strette.

Mio lupo cattivo, sai quante spine ancora devi conficcare

per poter creare questa rosa rossa sul mio cuore!

IL LUPO CATTIVO

Gli occhi affilati dalla foresta dove hai vissuto

ti rendono selvaggio e astuto.

Gli occhi di Lupo biancheggiano nel buio

come lame di luna che non ho mai visto in vita mia.

Un essere così forte da piegare gli alberi della mia mente.

Un essere così potente da non usare gli artigli

per prendere ciò che gli serve.

Un lupo maledetto, Capobranco di una tribù svanita nel nulla,

unico superstite di un ardore recluso nei muscoli del cervello.

Sanguigno movimento e zanne ritorte per mordere il mio senno.

Sono senza occhi quando ti guardo.

Sono senza vista quando ti ho visto.

Sono senza tregua quando hai concesso un fremito.

Sono senza difesa ora che mi hai guardata.

Sbrana la tua carne affamata, Lupo,

il calore del silenzio è svanito

e sono piegata da un semplice ciuffo di peli neri

che dalla tua fronte sembrano spuntoni pericolosi

e sono stata trafitta senza esser stata ancora infilzata!