L’ANTICA VOCE

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Sorge dallo scranno silente quel fatato dispiegamento

di forze occulte che alla mia vita ardore hanno sempre dato.

E nel culmine della risorta devozione per l’amarissima terra

che ha visto la mia ultima umana prigione, io di Avalon

terrò nelle mie vene il ricordo di ciò che mi è stato fatto.

Ora discendono retaggi e fili da antiche capanne

dove il sordo e il cieco avevano la stessa voce

ed io mio occhio cercavano coloro che volevan a me sfuggire.

Dal giallo della follia all’ocra della terra mia,

ogni pagliuzza di fuoco che colmerà il mio calice

per te solo fiele e dolore diventerà nella tua vita.

Il mio canto è stato rifiutato e la mia voce è stata tradita

e adesso il mio ordine è per le forze oscure

che dalla mia anima risalgono da quel suolo

in cui nel passato ho vissuto e che mi ha dato il sigillo

della mia disumana perversione.

Povera quell’anima nuda che ha attraversato la mia via

e non si è più girata al mio cospetto,

io per lui non avrò alcun diletto

nel vederlo marcire nel fosso della disperazione.

Il mio giallo bilioso morderà il tuo collo

e la tua mano non troverà quel vampiro

che ti si è avvicinato.

Ora va dentro quel bosco, da solo,

e stai attento alle belve,

io rimango qui accanto al lago

a vederti scomparire come una pagliuzza di inutile fuoco.

 

 

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LA FATACATTIVA

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Carni della nuova fredda stagione,

sementi e forze della mia ultima ragione

portate a me quel tuono devastante

che rigiri la sorte di questo navigante

che non ha saputo piegarsi al mio trono!

Sangue degli uccelli uccisi dal vento dell’inverno

io gelerò il mio mantello e ti darò solo freddo inferno.

Lumina che s’indorano sulle ultime nuvole rosa

avrai irta la tua strada di ostacoli e muri,

poichè tu il tuo sguardo volgesti altrove

e alla fata non desti la tua sottomissione.

Ora le mani della terra hanno deciso

di solcare i mari per tornare alla oscura magione

dove la fatacattiva prepara le sue migliori vendette

e crude e cotte, esse tutte vanno ritorte

nello stesso calderone.

Porgi la tua guancia ad un diverso bacio

perchè l’ultimo raggio di sole ha sfilato all’orizzonte

e da oggi in poi tutto tornerà buio pesto

e per te nessun’altra occasione!

IL FILO SOTTILE AL PETTO

Soffrirò bene, te l’assicuro

perchè  m’incarno in ogni croce che vedo al muro

e spiro come quell’uomo misero e infelice.

Scopri la mia pasta di argilla religiosa,

fammi pregare sulle tue ginocchia

e punisci le mie preghiere con le tue catene arruginite.

Voglio sprofondare nel seme della tua sapienza,

voglio sprofondare nell’orribile sogno di me che non ti voglio.

La tua ombra mi insegue ma non mi trova,

la tua faccia mi rimane come un aforisma ancora non letto.

Quale sguardo avrai mentre ritorcerai il tuo cervello

dentro al mio?

Quale sguardo avrai mentre sceglierai di proseguire

la strada che porta alla dissoluzione di entrambi?

I miei occhi ti vedono,

i miei occhi ti guardano,

nel buio ti vedo desiderare ciò che è già tuo.

Mi riduco in polvere di dolore

per farmi prendere dalla tua scopa,

mi riduco in silenzio per rendermi degna

del tuo silenzio.

Cosa sarò io per te, mio stregone crudele?

Cosa sarai tu per te, signore delle magie perverse?

Ogni legame è un nodo scorsoio,

quante costole hai strofinato

prima di arrivare al cuore delle cose?

Il mio petto è vergine,

e nessun filo ha mai fatto segno

e finora ho respirato infelicità

perchè non conoscevo il tuo dono.

https://www.youtube.com/watch?v=izmJepISIeg