LOVE IS BLINDNESS

coppia

Credere nel sogno di una stella che si stacca da un pianeta per diventare stella.

Credere nell’abbandono di se stessi per diventare l’altra persona.

Credere in miliardi di respiri per scorgere l’alba che fa luce al sole.

Attorcigliati da bende spesse le anime represse si vincolano a se stesse.

Rivoltano dolori e si prendono cura dei loro cuori con medicine scadute.

Sopra una rupe si staglia il dirupo e le anime morte son pronte al tuffo.

Sopra la cresta delle onde volerà una  nave e porterà Caronte al di fuori delle sponde del mondo.

C’è un unico modo per sopravvivere alla vita, accecare il buio!

Credere di essere qualcun altro per darsi in pasto alle peggiori belve.

Credere di essere strani, disumani, capovolgere le intenzioni e ridursi a candele.

Credere che le nuvole dentro la pelle portino la pioggia.

Vincolati dalle cortecce cerebrali e legati da finimenti equestri corriamo l’ultima corsa.

Non c’è spazio per un futuro diverso sotto quello strato di mare dove anneghiamo.

Non c’è più una superficie marina dalla quale emergere.

Non c’è più l’abisso dove si sprofonda.

Non c’è più niente.

Non si vede più nulla.

Non si vede più.

 

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UN PONTE DI CARNE

NATURA MORTA 100x70 biro e acrilico su tavola 2008 ERREPI

Scovare un sole nero dentro la pioggia solare,

il tuo odore che non so di cosa sa.

Il sapere che prima o poi pioverà piacere

sopra i tuoi capelli appiccicati dal gel.

Poter prendere le forbici e tagliarne una ciocca,

perchè si passa sul cuore ciò che si tiene in testa.

Un souvenir da killer per me,

io che sono assassina di angeli.

Dolciccimo è il pensiero di avere un tasto da premere,

per raggiungere quel ponte dove tu giochi coi tuoi amichetti,

e sotto scorre il fiume del tuo dolore.

Io sto salendo sul ponte,

ho una canna da pesca,

vieni a me pesciolino bello,

se apri la bocca ci metto una rosa.

Io ti coprirò di torte di panna

e poi ti mangerò come se fossi carne al sangue.

Il ponte della tua carne

arriva al mio fiume senza usare nessuna costruzione

per trovare il fine che unisce le anime.

Il mulinello vibra,

lascio scendere l’esca,

abbocca, abbocca, tonnarello.

Ti squamerò centimetro per centimetro,

e nemmeno la lisca rimarrà del tuo passato.

Sono un’orca vorace e nuoto nel mare della pioggia nera.

Vieni a trovare il tuo pescatore invisibile,

sto in piedi, guardo le increspature dell’acqua,

quando uscirà la tua testa

io tirerò bene e all’amo sarai preso,

mio sole nero.

Non avere timore,

io sono una bimba perversa,

sarai il mio orsacchiotto peloso,

il mio bambolotto prodigioso,

e accarezzerò i tuoi capelli

per far scomparire i ricordi

che ti tengono legato al fondo del fiume.

https://www.youtube.com/watch?v=O8NxLmGx2Us

PICCOLA ONDA

Sto aspettando la notte

per scendere e prenderti mentre dormi.

Sto aspettando la notte

per scendere sul tuo giaciglio

sentirti respirare e accarezzarti come se fossi una stella,

come se io fossi il cielo che ti ha fatta stendere ai suoi piedi.

E ti lascerò respirare finchè dormirai felice

tra le braccia del mio sogno impossibile.

Sto aspettando la notte per non risvegliarti

e guardarti mentre mi sogni e sogni quel legame

che non hai ancora trovato.

Ti lascerò dormire e ti accarezzerò come se fossi mare ed io il cielo sopra di te.

Ti guarderò come si guarda un’onda che arriva alla riva

dopo aver attraversato tutti i mari e sulla mia riva

tu potrai riposare come se fossi stanca di mille inutili vite

ed io potrò baciare le tue labbra essiccate dalle preghiere

che hai fatto per poter trovare ciò che hai cercato invano.

Sto aspettando la notte perché con la mia luce oscura

vorrei farti sbocciare, perché sei un fiore diverso

che nessuno ha saputo coltivare nel modo giusto.

Ora chiudi gli occhi e lasciati abbracciare,

piccola onda di mare….vieni…vieni a riposare

sul mio petto di sabbia e mare.

CHIUSA DENTRO LA TORRE

L’ombra dei muri dentro la torre,

l’ombra dei limiti dentro ai muri:

la fanciulla vuole rimanere dentro la torre.

L’ombra di una libertà negata,

l’ombra di una volontà rubata

da chi racchiude il segreto del perduto amore.

La fanciulla ha chiuso la porta,

ha messo un pesante lucchetto,

vuole seppellire il suo dolore

dentro i muri della passione.

Vuole essere alba solo per le ombre.

Sparge i suoi capelli sul letto,

conta le scure ciocche,

come se leggesse delle scritte:

su ognuna di esse c’è scritto un solo nome.

Ripiega la testa, si abbandona alla disperazione.

La fanciulla conosce il dolore,

quell’ombra senza testa che la insegue,

che le tiene legate le mani,

che la tiene prigioniera.

Quell’ombra senza testa,

che la tiene in una gabbia invisibile,

le lascia la porticina aperta ma le impedisce di andare via.

Perché rincorri un altro cavaliere?

Perché fuggi da me, mia alba segreta?

Nel giardino di rose poteva sgorgare

la fontana del nostro mare,

ma invano aspettai dentro la torre

che ti ricordassi di essere “Padrona” come me.

Quell’ombra rimane sui muri,

viene e va a suo piacimento,

sul mio giaciglio non dormo più

e ho lasciato che le rose divenissero cenere.

Non sospirare, non sospirare per me,

io conosco bene lo strazio

di non avere ciò che più amo.