I MIEI LIBRI

Nella vita ci sono momenti in cui si ha davanti un bivio. Nessuno ci dice quale direzione prendere e spetta a noi dirigere i nostri passi verso una direzione. Ci sono esperienze che vanno fatte per capire di sè molte cose. Ci sono esperienze che rimangono nel cuore e che aiutano a crescere, ad evolversi, a scoprire il proprio futuro. Ostacoli vengon messi ma prima o poi si arriva ad una meta, o almeno ad una strada sulla quale finalmente ci sentiamo pronti a camminare. Ogni persona affronta il suo lato oscuro in modo diverso. Ogni persona fa un cammino diverso dagli altri e scopre lati di sè che non sapeva di avere. Qualcuno decide di seguire i propri impulsi e altri invece continuano ancora a negarli. Le storie di ognuno possono diventare le storie di tutti gli altri. Per questo ho voluto scrivere vari tipi di racconti con situazioni diverse che possono verificarsi nel mondo sadomaso, per spiegare ed esprimere quale psicologia e quali pensieri ci siano dietro certi comportamenti che magari vengono ritenuti ancora strani dalla maggior parte della gente.

Per chi volesse leggere i miei racconti erotici sadomaso potete trovare tutte le mie opere a questi link:

http://www.amazon.it/s?_encoding=UTF8&field-author=Amleta&search-alias=digital-text

( Chiunque copia o cita alcuni pezzi di quanto scritto in queste pagine deve sempre citarne la fonte perchè tutti gli scritti in queste pagine sono miei personali e il diritto di usarli è dato solo previa autorizzazione mia. Quindi siete avvisati )

Per chi volesse contattarmi per avere più notizie sulle mie opere scriva a:

Levanius@virgilio.it

Per chi volesse curiosare nel mio blog principale eccovi il link:

i tesori di Amleta

Cuori di pietra

Cuori di spine

ROSSO MARMOREO

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L’anima che ha visto la propria anima allo specchio

e ha colato sangue per rimanere in vita.

L’anima che in cinque dita ha disegnato la sua fine

in quel sangue che unisce il passato al presente,

che sporcherà tutto di rosso,

che sporcherà persino il cuore nero di rosso vivo!

Quell’anima che ha deciso di recidere quel rifiuto

e che coi sonagli viene a suonare alla mia porta chiusa.

Quell’anima che non ha visto altro di quello che voleva vedere,

adesso il rosso marmoreo della mia maschera

avrà come suo incubo terribile.

Il mio sangue scorre là dove la vita ritorna,

il mio sangue riporta la vita dove l’avevo lasciata.

Scrivo un nome soltanto con le dita sporche di sangue:

………………..

LE LACRIME DI GINEVRA

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Oh Ginevra, triste sovrana che ha visto scomparire il suo Lancillotto,

non piangere altre calde lacrime perchi ti ha fatto quel torto.

Un cavaliere che rinnega la sua dama da un giorno all’altro

non è degno nè del tuo amore nè della tua corte.

Tu sovrana potente non piangere più quel giovane combattente

che per te nemmeno una guerra ha vinto,

nè oltre quel recinto spinato si è spinto

per dimostrarti il suo valore.

Oh Ginevra, mia anima in pena,

riprendi la tua strada e torna al castello,

colui che voleva fuggire con te

non è venuto più a ripararsi sotto il tuo ombrello.

Quest’uomo sì vile non aveva corazza

e la sua debolezza non è degna della tua corona,

signora, riprendi la vita che ti è stata portata via

e donati un pò di riposo da quel pianto

che sciupa le tue notti di tormento.

Felice colui che non ha te non sarà mai!

Felicità colui che non ti è devoto non troverà mai.

Il tuo regno e il tuo potere meritano altri cuori

più coraggiosi e pronti solo a te servire.

Coraggio, apri quella porta

e lascia in tasca la chiave,

ciò che ti aspetta sarà solo luce

ed eterno calore.

UCCELLI DI CARTA

UCCELLI

Mi girano intorno uccelli di carta, leggeri, superficiali, colorati come delle illusioni.

Mi girano intorno stupidi somari che credono d’esser pronti a sputare sangue per me.

Mi girano intorno leggiadri puledri che scalciano per avere la mia sella.

Nessuno di loro è tale da poter avere il mio giogo.

Nessuno di loro è tale da poter meritare il mio frustino.

Nessuno di loro sa davvero cosa sia “essere di qualcuno”.

Piccoli disastrosi mostriciattoli che zampettano, squittiscono, svolazzano

come passeri in cerca delle mie briciole.

Invano si posano sulla mia mangiatoia,

non sono buoni nemmeno per beccarsi tra di loro.

Ignobili e schifosi uccellacci del malaugurio

che non sanno adorare nemmeno un pezzo di pane.

Centinaia di anime sperdute di cui non so che farmene,

che piegano le ali senza che io apra le loro piume

e son pronti a obbedire come se fossi un vero generale.

Non ho bisogno di nessuno di voi, parassiti,

perchè non siete degni che di qualche allevatore

che vi metta in gabbia e vi tagli il becco

per esser contenti e credervi finalmente schiavi.

No sapete fare la differenza tra un seme e un chiodo

ecco perchè ingoiate solo merda!