M’ILLUMINA

Mille luci sciolgono la mia obbedienza.
Gocciola il mio ardore devoto per il mio Padrone.
Sono la fiamma dentro la sua stanza buia.
Sono l’unica luce dentro le sue mani.
Io sciolgo il mio essere antico;
io sciolgo il mio dolore dentro la sua anima di predatore.
Necessito di un calore estremo per risvegliarmi.
Peso della luce sulla mia schiena.
Peso delle fiamme incatenate al mio cuore.
Tienimi piegata sotto l’illuminazione.
Fragili sussuri e suppliche non spengono la cera.
Pelle bruciata dalla sua passione.
Pelle disegnata dal suo amore.
Il mio Padrone m’illumina di buio.
Il mio Padrone m’accende di luce notturna.

( Copyright della poesia di Amleta Bloom)

DIRE DI NO

Ci sono piante urticanti.

Dovrei inginocchiarmi.

Ma dico di no.

E ancora no.

E il Padrone è esausto.

Mi ha teso una trappola mentale.

Ma mi ribello perchè non posso piegarmi.

LUI DIVENTA ROSSO IN FACCIA.

Sembra un diavolo che vuol prevalere.

Poi riprende la calma.

Sono una donna ribelle.

Non porto la gonna che mi ha ordinato.

Non amo i vestiti che lui ordina per me.

Non amo gli ordini.

L’erba pizzica le gambe. È alta.

Lui vuole che cammini ancora.

Crede che io ceda.

Crede di conoscere la mia mente.

I tacchi traballano.

Sono instabile sul terreno pietroso.

Lui vuole mettermi a disagio.

Allora mi tolgo le scarpe, senza chiedere il permesso.

Lui mi fulmina con lo sguardo.

“Sei sempre tu o hai cambiato personalità?”

E io gli passo davanti zampettando contenta.

“SÌ OGGI SONO LA SORELLA DI JOKER.”

Lui rimane fermo lassù.

Non so cosa sta pensando.

Sembra una statua.

Poi scende. Non dice una parola.

Io sono ancora scalza.

Apre la macchina e va via.

Io rimango stupita.

Inghiotto la sconfitta.

Volevo fare la sbruffona? Ho ottenuto il dono.

All’improvviso lui torna indietro.

“SALI CAGNA. E STAI MUTA. “

Io mi rimetto le scarpe e salgo e non parlo.

Lui sorride.

Avevo creduto di perderlo.

Ma lui è un Pinguino.

( Copyright della poesia di Amleta Bloom)

IL SUPERMASTER

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Ogni schiava sogna il supermaster: colui che si mostra elegante e che si distingue da tutti gli altri uomini. Colui che sembra avere sempre tutto sotto controllo.

Un Supermaster è sempre impeccabile e sa gestire tutto con cognizione di sicurezza per se stesso e per la propria schiava.

Un Padrone eccelso è sempre deciso e forte. Mai un’esitazione. Mai un dubbio. Egli sa bene ciò che fa e conosce il limite oltre al quale attenersi, per rispettare la sua schiava.

Il Supermaster dosa se stesso con parsimonia. Non si lascia possedere dalla passione e da nessuna persona. Il suo cuore è limpido e scevro da legami , che non sia quello con la propria schiava.

Ogni schiava desidera essere al centro dell’attenzione di un Padrone che meriti la sua devozione e che sia da esempio per i giovani padroni inesperti.

Una schiava desidera un Supermaster perchè sa che ciò che è dentro di lei è unico e solo l’appartenenza vera può farla divenire l’opera perfetta per il suo Padrone.

I bravi attori sono molti ma pochi sono i Supermaster e una schiava dovrebbe subito capire se si tratta di persone che recitano un ruolo o che sono dominanti sul serio.

( Copyright del post di Amleta Bloom)

 

 

 

IL PUNITORE DELLA SPIAGGIA

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Granellini di sabbia che volano via nel vento.

Pietre sotto le ginocchia e acqua salata sopra la testa.

Piegata dal Signore del mare, castigatore inflessibile.

Lacrima la sofferenza tutta, dal mascara nero sciolto dalle onde danzanti.

Supplica la sirena immobilizzata.

“Mio Signore vi prego fatemi alzare”.

Ma il Signore del mare non le risponde e co tinua a guardare l’orizzonte.

“Mio Signore vi prego, ho troppo dolore.”

Il suono delle onde si fa più intenso e più profondo divebta lo sguardo del Padrone.

Egli si gura e ammira la sua opera marina.

La sirena è supina, aperta e sofferente.

La sirena, ormai arresa, china il capo verso il suo Padrone.

“Mio Signore, io sono vostra.”

( Copyright della poesia di Amleta Bloom)

DEAR DADDY

tumblr_37c26b0aed3872938db8ad5906649b8c_29921b3d_1280Forse ti verrebbe voglia di piangere.
Forse ti verrebbe voglia di non obbedire.
Forse potresti ribellarti.
Ma sei la mia schiava devota.
E diventi soltanto mia quando la musica inizia.
Fiori per la tua vita offerta a me in un mazzo d’intenzioni confuse, vita che io sistemerò con precisione.
Gestirò la tua piagnucolosa ossessione per il tuo Padrone e diventerò il tuo unico Signore.
Lacrime sciolte sulla mia mano scrivo desideri che non hai mai confessato a nessuno.
Credevi di poter evitare questo passo ma adesso ai miei piedi hai scoperto il tuo abisso e me l’hai donato.
Sei sincera e mordi ancora le tue labbra tremolanti.
Piccola bambina che cerca un severo padre, io non sarò la sua ombra ma il tuo consigliere.
Seguirai la mia mente prima che io profferisca una parola e la mia educazione per te sarà sconvolgente.

(Copyright della poesia di Amleta Bloom)

SEGUI IL CONIGLIO BIANCO

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In un’ora imprecisa il Coniglio Bianco faceva il suo giro di conquiste.

Farfalle fedifraghe, uccelletti dispersi, tori da monta e insetti intriganti.

Tutto andava a finire nel suo brodo.

Ma esisteva una Alice che sostava all’imbocco del cunicolo e quel giorno lui la vide.

Lei aveva quei capelli rossi che il sole adorava e il suo sguardo era di una ingenuità disarmante.

Il Coniglio Bianco si fermò di scatto rischiando un tamponamento e poi suonò il clacson, aspettandosi una reazione da parte di lei.

Ma Alice non aspettava nessuno e quindi rimase ferma immobile a fissare gli alberi della strada.

Il Coniglio Bianco si spazientì e all’improvviso accelerò adirato.

Quella ragazzetta aveva sfidato la sua buona intenzione.

Così quando quella sera la rivide al pub, mezza ubriaca, volle farle pagare la sua indisposizione.

Ma la fanciulla era in buona compagnia e le stavano attorno diversi ragazzi tutti sorridenti.

Il Coniglio Bianco si fiondò davanti a lei, la prese per mano e le parlò.

Alice sgranò gli occhi e non credendo a quelle parole tornò al suo entourage.

Il Coniglio Bianco offeso e nervoso uscì a fumare cento sigarette.

Dopo l’intossicamento autolesionista andò a prendere la macchina, dichiarando la sua sconfitta, ma sul cofano vide seduta la ragazzetta  astrusa.

Quindi, aprendo lo sportello con gentilezza, fece salire la sua nuova schiavetta, dimenticandosi dell’intera fauna della foresta metropolitana.

E Alice, seduta comoda sul sedile di pelle freddo, aveva già le mani legate e il morso alla bocca e sorrideva per aver sedotto il suo secolare Padrone.

( Copyright della storia di Amleta Bloom)

DOLCI LEGACCI

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Nel nido di corde custodisco il silenzio dell’obbedienza.

Rendi ogni filo più stretto e ogni legame più astringente.

Vedo di te la tua arrendevolezza al mio abbraccio di iuta.

Diventi il tronco attorno al quale annodo le mie radici.

Sei calma e tenera con questa dolce imbracatura.

Non ho bisogno di legarti più stretta perchè sei come una preda non costretta e afferrata dai miei legacci selvaggi.

È un gioco da Padrone esperto, quello che ti lascia il respiro sudato.

Un meraviglioso abbraccio che ti dono con la maestrìa di un rapinatore di sospiri.

(Copyright della poesia di Amleta Bloom)

 

 

 

UN CUORE IN SOSPESO

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Dominio di rosse passioni appese alla luce del cuore.

Luccichi quando diventi mia.

Luccichi quando vai via e mi lasci da solo.

Quando ti appoggi al mio cuore e diventi una schiava sei soltanto un cuore appeso alla mia mano.

C’è un nemico dentro di te che io devo sempre mettere all’angolo: il tuo orgoglio devastante che ti rende subdola.

Vuoi imporre il tuo volere, a me tuo Padrone, ma diventi una serpe che si morde la coda.

E ti appendo ad una catena sottile come la tua pena.

Il tuo dolore mi è necessario perchè io sono l’unico che può aprire i tuoi battiti e unirli tutti a me stesso.

Sei così diversa dagli altri cuori infranti.

E i pezzi che mi offri sono così preziosi e così brillanti che li tengo sempre stretti in mano per ricordarmi della tua devozione.

( Copyright della poesia di Amleta Bloom)

IL SADOMASO NON E’ UN GIOCO

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Non faccio che leggere articoli in cui si parla del sadomaso del gioco del momento. Lo si consiglia in pausa pranzo, o alla sera quando si torna a casa stressati dal lavoro. Lo si consiglia come passatempo o scaccia pensieri. Ma che razza di stronzate!

Insomma il sadomaso viene preso così alla leggera che si pensa che tutti possano farlo, tutti possano provare e farne un puro divertimento per passarsi le noiose serate in compagnia.

Questo tono di leggerezza che gli si attribuisce, paragonandolo ad una qualsiasi pratica erotica vanilla, mi fa davvero rizzare i capelli ( ed io ce li ho lisci) perchè in questo modo non si fa altro che creare ancora più confusione in giro e si alimenta l’idea che non si sia master per natura ma che tutti lo possono diventare solo seguendo un corso su come si frusta o su come si lega.

Sono veramente arcistufa di dover spiegare di continuo che il sadomaso non è un hobby e che non serve contro la noia ma pare che ormai questa sia l’idea che tutti hanno e continuano a giocare senza prendere alcuna precauzione per la sicurezza e a combinare guai anche.

Non si informano, non leggono niente, non vogliono nemmeno sapere nulla di quello che è veramente il sadomaso, ma gli importa soltanto divertirsi quella mezz’oretta e dimenticare la moglie o il marito. Non hanno idea di cosa sia il dolore vero e come ci si arriva. Si accontentano di quattro sberle e tutti contenti ritornano a casa sollevati e convinti di aver fatto del sadomaso.

Ma che razza di stronzate! I giochi erotici si fanno, è vero, e possono essere incluse anche coccole vanilla, bacetti, insomma, mille altre cose, ma da qui a ritenere che il sadomaso sia un giochino come tanti davvero mi cadono le braccia.

Siamo tutti presi in causa perchè quando si parla di sadomaso stanno parlando di noi, capite? Quindi io spero che almeno qualcuno che abbia ancora la lucidità e l’intelligenza di sapere cosa sia il sadomaso ci sia tra di voi.

Andassero a leggersi cosa significa sadismo!

Andassero a leggere cosa significa masochismo!

Sono stanca di spiegare che il sadomaso non è un gioco, soprattutto a chi ha letto degli articoli di riviste in cui qualche autrice ( al di fuori di questo ambiente) paragona tutto ad un mero giochino erotico per adulti che non include il dolore. Ebbene il dolore, mentale o fisico, è alla base del sadomaso.

Per non parlare di quelle operette rosa che hanno attirato tante lettrici curiose e avide di storie d’amore con matrimoni, fidanzato ricco e felice finale.

Chi vuole conoscere il sadomaso serio deve tenersi lontano da tutte queste corbellerie messe in giro per far soldi. Da chi si propina maestro di tali discipline e da chi dice di poter spiegare tutto riguardo al piacere che deriva dal dolore.

Diffidate da persone che cercano solo di accumulare prede per i loro harem e che non vi spiegano nulla di vero su ciò che è il sadomaso.

( Copyright dell’articolo di Amleta Bloom)

PELLEGRINA ADDORMENTATA

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Ogni tappa una sosta dolente.

Ogni sosta una preghiera supplicgevole per fermarsi.

Ma proseguire è la migliore decisione, o mio Padrone.

Ogni parola misurata dalla vostra ragione mantiene sveglio il mio sonno,

e all’alba di ogni giorno il pensiero vostro m’inganna della vostra sovrana presenza.

Io incedo e inciampo sotto i vostri piedi e rimango sofferente per non potervi guardare.

E i vostri occhi so che mi guardano fissi come quelli di un felino notturno che incontra l’odore che cercava.

( Copyright della poesia di Amleta Bloom)