IL RAPACE

aquila

Sfinimenti amorevoli e discordie assassine.

Pelle di piume, pelle di animale, pelle disumana.

Cosa hai fatto del nostro nido?

Cosa hai fatto del nostro volo?

Rapace senza preda in volo.

Rapace con la vittima ancora al suolo.

Aquila divoratrice.

Aquila risolutrice.

Noumeno infelice.

Strappata la radice, come crescerà il fiore selvatico?

Era un ballo di piume, artigli e cuore invasato.

Era un sogno di capelli e crateri infossati.

Brivido di ossa.

Brivido di corpulenza carnale.

Cosa hai fatto dell’inferno?

Cosa hai fatto di quello che hai divorato?

Aquila, mangia ancora il tuo topolino,

mangia il tuo piccolo oggetto assassino.

Punta il becco, a caso, e divora il suo sonno,

divora la sua vita ora che ti sfugge

nel riverbero di quelle nuvole che non s’addensano mai.

NIDIFICA QUALCOSA

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L’amore sta nidificando,

sta intrecciando spine e catene e corde e sorprese.

Prenderà piede, mani, bocche e vertebre tutte.

L’amore sta nidificando,

sta costruendo la sua pianta, 

in mezzo alle erbacce.

L’amore sta creando fili così forti

che il fuoco li incolla alle pareti dell’anima

e la saliva di vento li farà chiudere con nodi inestricabili.

L’amore ha la sorte inattesa

di un respiro improvviso

quando i polmoni avevano smesso 

di prendere aria.

L’amore sta disegnando qualcosa

sulle cortecce del silenzio

che ha vivificato l’assenza

e rimesso i binari al loro posto

per portare un treno di emozioni

a chi le aveva perse.

L’amore sta nidificando, 

e sarà corpo, calore, cuore e movimento.

L’amore sarà una forza sublime, 

che piegherà alberi, corazze, nuvole e ponti.

L’amore si rigenera, si germina, si ricristallizza

in nuove gemme preziose che brillano nel buio.