NODI PIU’ STRETTI

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Più stretti quei nodi che allargano la stretta

tra schiava e padrone che si contendono il trono.

Più strette quelle conquiste divenute campo di battaglia

per desideri scomposti e indigesti.

Più strette le corde necessarie ad una nuova esplorazione

sul sentiero di guerra contro il dolore.

Quei valenti pensieri che spianavano la strada

son ridotti a pezzucole che bendarono ferite

ancora pulsanti.

Più stretti quei nodi che si son sciolti

prima ancora di cementarsi e diventare unici.

Più forti le sorti di un animale spavaldo

che ha sbranato per non sbranare.

Quanti intrecci infiocchettati

dal ben volere e dissolti nel nulla!

Sulla barella giace la vittima

attaccata al filo di una flebo così labile

e insicura di poter guarire

da quella malattia insufflata

da un Orco indimenticabile.

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IL TUO SANGUE

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Sputami col tuo sangue infetto.

Sputami con la tua saliva velenosa.

Sputami con le tue viscere di acqua melmosa.

Sputami addosso tutto il tuo passato.

Sputami col tuo sangue di fuoco, 

sulla lingua dove io posso gustare

il tuo sapore infernale.

Tu mi hai battezzato col tuo sputo,

ora rimani sul mio palato 

come il sapore della perdizione

che da sempre ho cercato.

Sputami addosso il tuo amore,

sputamelo dentro, 

iniettami il tuo fiato in gola:

non posso vivere senza pensare

di essere tua ancora, 

di poterti respirare sopra di me.

Ogni altra cosa non ha il tuo odore,

ogni altra vita non ha il tuo sapore,

e la strada che io scelgo sempre

è quella in salita.

IL NODO GORDIANO

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Per un attimo vorrei scordarmi di me

tra i fili della tua esistenza.

Per un attimo vorrei scordare

che sei la mia unica esistenza.

Questo nodo gordiano

così stretto infine,

adesso lo sento al collo,

come un giogo che tira,

mi spinge a fare cose abominiose.

Solo sapendo che tu senti il mio dolore

io potrò placare il pianto.

Solo sapendo che tu senti il mio pianto

io potrò avere altro dolore.

Stringimi di più la prossima volta

così che io non possa temere di restare

fuori dalle tue braccia

e con un cuore senza sangue.

IL FILO SOTTILE AL PETTO

Soffrirò bene, te l’assicuro

perchè  m’incarno in ogni croce che vedo al muro

e spiro come quell’uomo misero e infelice.

Scopri la mia pasta di argilla religiosa,

fammi pregare sulle tue ginocchia

e punisci le mie preghiere con le tue catene arruginite.

Voglio sprofondare nel seme della tua sapienza,

voglio sprofondare nell’orribile sogno di me che non ti voglio.

La tua ombra mi insegue ma non mi trova,

la tua faccia mi rimane come un aforisma ancora non letto.

Quale sguardo avrai mentre ritorcerai il tuo cervello

dentro al mio?

Quale sguardo avrai mentre sceglierai di proseguire

la strada che porta alla dissoluzione di entrambi?

I miei occhi ti vedono,

i miei occhi ti guardano,

nel buio ti vedo desiderare ciò che è già tuo.

Mi riduco in polvere di dolore

per farmi prendere dalla tua scopa,

mi riduco in silenzio per rendermi degna

del tuo silenzio.

Cosa sarò io per te, mio stregone crudele?

Cosa sarai tu per te, signore delle magie perverse?

Ogni legame è un nodo scorsoio,

quante costole hai strofinato

prima di arrivare al cuore delle cose?

Il mio petto è vergine,

e nessun filo ha mai fatto segno

e finora ho respirato infelicità

perchè non conoscevo il tuo dono.

https://www.youtube.com/watch?v=izmJepISIeg