UN CUORE IN SOSPESO

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Dominio di rosse passioni appese alla luce del cuore.

Luccichi quando diventi mia.

Luccichi quando vai via e mi lasci da solo.

Quando ti appoggi al mio cuore e diventi una schiava sei soltanto un cuore appeso alla mia mano.

C’è un nemico dentro di te che io devo sempre mettere all’angolo: il tuo orgoglio devastante che ti rende subdola.

Vuoi imporre il tuo volere, a me tuo Padrone, ma diventi una serpe che si morde la coda.

E ti appendo ad una catena sottile come la tua pena.

Il tuo dolore mi è necessario perchè io sono l’unico che può aprire i tuoi battiti e unirli tutti a me stesso.

Sei così diversa dagli altri cuori infranti.

E i pezzi che mi offri sono così preziosi e così brillanti che li tengo sempre stretti in mano per ricordarmi della tua devozione.

( Copyright della poesia di Amleta Bloom)

IL MIO PADRONE

Il mio Padrone è sole raggiante,

stella cocente e calore d’infinito.

Il mio Padrone è asfalto sicuro

e immenso precipizio

dove cadere a braccia aperte

sicura d’esser presa.

Un colore differente in mezzo ad altri colori,

un colore che ancora non conoscevo,

un colore che sa di cattura, perdizione,

metallizzata passione di entrambi

legati da una corda in perenne tensione.

Il mio Padrone è notte fonda,

respiro oscuro e abissale dominazione,

spina all’occhiello e cintura piegata

sul mio collo.

Il mio Padrone è gigante

e mi rende piccola,

come una formica

davanti ad un formichiere.

Il mio Padrone è regno

dove trovo il fiume che mi ristora,

il vento che mi accarezza i capelli,

e la frusta che mi spezza la schiena.

Egli è creatura di rugiada e acciaio,

mischia fuoco e ghiaccio insieme,

per sorridere di me

e farmi annichilire,

con la sua perfida ragione mentale.

Il mio essere intero fibrilla,

quando egli istilla in me la sensazione

di essergli essenziale, e ciò mi rende forte

senza esser più forte di Lui.

Il mio Padrone veglia sul mio sonno,

e mentre io sogno di lui,

lui non sognerà di me

poichè io sono soltanto

la mano con cui mi ama

e si dona completamente a me.

PIANGO CRISTALLI D’AMORE

Una rosa nera, non è rossa e non è bianca,

è meno bella e profumata?

Una rosa nera in mezzo ai cristalli di ghiaccio,

brilla di luce oscura e sanguinaria.

Due dita lontane che si rivolgono all’orizzonte

dove il cielo scolora, dove il cielo piove i suoi colori trasparenti.

Cosa il cuore dice la mente non fa,

ciò che la mente dice il cuore non sente.

Cristalli di pioggia piovono dentro le vene,

dare amore è dare il cielo.

Dare amore è dare il cielo.

Dare l’amore è aprire il cielo e far scendere

cristalli di lacrime che diventano sospiri.

Cieli stellati non equiparano le galassie dell’anima,

mischiate alle spine di un fiore così delicato, così nero!

tutto ciò che è lontano sembra dietro la porta

ma la porta rimane chiusa, si sentono soltanto passi,….

La rosa si sta spezzando, i pezzi neri diventano pezzi di unghie nere

e i graffi sul cuore sono trincee perfette per il nemico.

La rosa piange lacrime nere,

la rosa piange un cielo nero

la rosa nera è rimasta nuda e vera.