M’ILLUMINA

Mille luci sciolgono la mia obbedienza.
Gocciola il mio ardore devoto per il mio Padrone.
Sono la fiamma dentro la sua stanza buia.
Sono l’unica luce dentro le sue mani.
Io sciolgo il mio essere antico;
io sciolgo il mio dolore dentro la sua anima di predatore.
Necessito di un calore estremo per risvegliarmi.
Peso della luce sulla mia schiena.
Peso delle fiamme incatenate al mio cuore.
Tienimi piegata sotto l’illuminazione.
Fragili sussuri e suppliche non spengono la cera.
Pelle bruciata dalla sua passione.
Pelle disegnata dal suo amore.
Il mio Padrone m’illumina di buio.
Il mio Padrone m’accende di luce notturna.

( Copyright della poesia di Amleta Bloom)

UN CUORE IN SOSPESO

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Dominio di rosse passioni appese alla luce del cuore.

Luccichi quando diventi mia.

Luccichi quando vai via e mi lasci da solo.

Quando ti appoggi al mio cuore e diventi una schiava sei soltanto un cuore appeso alla mia mano.

C’è un nemico dentro di te che io devo sempre mettere all’angolo: il tuo orgoglio devastante che ti rende subdola.

Vuoi imporre il tuo volere, a me tuo Padrone, ma diventi una serpe che si morde la coda.

E ti appendo ad una catena sottile come la tua pena.

Il tuo dolore mi è necessario perchè io sono l’unico che può aprire i tuoi battiti e unirli tutti a me stesso.

Sei così diversa dagli altri cuori infranti.

E i pezzi che mi offri sono così preziosi e così brillanti che li tengo sempre stretti in mano per ricordarmi della tua devozione.

( Copyright della poesia di Amleta Bloom)

IL TUO CUORE INNAMORATO

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Che il tuo cuore di elfo

possa riposare nel mio cuore di terra.

Che il tuo cuore innamorato

possa aprire il mio cuore sofferente.

Che il tuo cuore di terra

possa aprire il mio cuore di fuoco.

Troppo ho sofferto mio elfo,

ed ora solo tu potrai consolarmi.

Troppo ho pianto

e solo tu adesso potrai asciugare

le mie lacrime di terra.

Amami, mio elfo,

amami e adorami,

donami tutto te stesso.

Io sento già il tuo cuore pieno,

innamorato di questa Dama Triste,

e so che il tuo sorriso la salverà dalla morte.

Mio elfo, tu sei giunto a me

come un magico alito di vento,

respiro del bosco che vuole tenere con sè.

Io non uscirò da questo bosco,

poichè io sono dea Diana

e tu sei mio fedele servitore,

mio schiavo fedele,

ad ogni mio passo

tu sarai sempre al mio fianco.

( Copyright della poesia di Amleta Bloom)

MIO SPECCHIO

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Mio scudiero devoto,

tu che sei lo specchio

dove si riflette la mia oscurità,

tu che vieni a me a braccia aperte

per avere da me il cielo e tutte le stelle insieme.

Non ti basta un mio sospiro

tu vuoi ogni mio respiro

e questo fa di te un vero cavaliere.

Scoprire con te

cosa può essere l’amore,

scoprire con te

cosa può essere il legame,

lasciarsi andare al cuore,

è il cammino migliore.

Una notte perfetta

per sognare insieme lo stesso sogno,

e credere che insieme si possa vivere

qualcosa di vero e duraturo.

Mio scudiero, mio cavaliere d’argento,

sei quel tesoro che ho cercato

nel fitto del bosco

e che non riuscivo a trovare.

Aiutami a dimenticare,

aiutami ad amare di nuovo,

aiutami ad accendere il mio cuore,

e a rendere meravigliosa questa via lattea

dove muoviamo i primi passi.

Mio specchio,

dove vedo i miei occhi nei tuoi,

dove vedo l’amore che vuoi e che mi dai,

mi guardo e vedo solo te adesso.

( Copyright della poesia di Amleta Bloom)

IL MIO PADRONE

Il mio Padrone è sole raggiante,

stella cocente e calore d’infinito.

Il mio Padrone è asfalto sicuro

e immenso precipizio

dove cadere a braccia aperte

sicura d’esser presa.

Un colore differente in mezzo ad altri colori,

un colore che ancora non conoscevo,

un colore che sa di cattura, perdizione,

metallizzata passione di entrambi

legati da una corda in perenne tensione.

Il mio Padrone è notte fonda,

respiro oscuro e abissale dominazione,

spina all’occhiello e cintura piegata

sul mio collo.

Il mio Padrone è gigante

e mi rende piccola,

come una formica

davanti ad un formichiere.

Il mio Padrone è regno

dove trovo il fiume che mi ristora,

il vento che mi accarezza i capelli,

e la frusta che mi spezza la schiena.

Egli è creatura di rugiada e acciaio,

mischia fuoco e ghiaccio insieme,

per sorridere di me

e farmi annichilire,

con la sua perfida ragione mentale.

Il mio essere intero fibrilla,

quando egli istilla in me la sensazione

di essergli essenziale, e ciò mi rende forte

senza esser più forte di Lui.

Il mio Padrone veglia sul mio sonno,

e mentre io sogno di lui,

lui non sognerà di me

poichè io sono soltanto

la mano con cui mi ama

e si dona completamente a me.

COME SI SCEGLIE UN PADRONE

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Sembra piuttosto scontato dire come si sceglie un padrone ossia la prima risposta che viene da dare è scegliendo colui che sa comandare. Ebbene di qualità e capacità un buon padrone ne deve avere molte però una su tutte deve esser cercata da una slave che vuole vivere un’esperienza appagante, ossia la capacità emotiva o empatia.

Ci sono parecchie persone abituate al comando sia per mestiere che per carattere ma non tutte queste persone hanno empatia o capacità emotiva, che vuol dire il modo di percepire e interagire con l’altra persona. Se un padrone sceglie una slave ma non si lega allora per questo padrone una schiava non è molto diversa dalla propria macchina che usa ogni giorno.

Allora come può una slave fare una buona scelta? Ovviamente usando tutto il tempo che ha  a disposizione, e che un bravo padrone le mette a disposizione, per conoscere il suo futuro sovrano. Così da poter sapere se effettivamente oltre alla capacità di condurre, guidare e istruire la propria slave egli sarà anche capace di tenerla nel proprio cuore e farne la propria regina.

Poichè non è il ruolo di slave a fare di questa una subalterna o una suddita del sovrano ma un vero padrone pur sottomettendo l’altra al proprio potere la considera sempre al proprio livello, sia mentalmente che psicologicamente. Quindi se un padrone ha queste accortezze allora sarà un vero padrone, se invece tratta una donna solo come un pezzo di carne o un animale allora sarà alla stregua di tutti quei maschi che sanno solo usare e gettare le loro conquiste.

Una slave ha molto modi per capire se un padrone la amerà davvero e si prenderà cura di lei per molto tempo. Un padrone non deve solo mostrare bravura nell’ordinare e punire ma avere anche la voglia di conoscere, apprezzare e considerare la propria slave un elemento essenziale della propria vita.

Si fa presto a comandare e a trovare persone che subito calino la testa. Ma un sovrano è colui che prima di tutto scende dal suo trono per accogliere la nuova venuta, la sfama con ciò di cui ha bisogno e la porta nelle sue camere segrete per condividere con lei non solo il letto ma anche una parte importante della propria vita.

Se un sovrano non prova dei sentimenti ma solo un desiderio di sfogo o di utilizzo fisico della propria schiava allora una slave saprà che prima o poi egli passerà ad un altro corpo senza alcun rimorso e come si cambia un paio di scarpe con un altro allo stesso modo farà quel padrone che non ha per la propria slave un minimo di sentimento.

( Copyright del testo di Amleta Bloom)

 

BACIO ABISSALE

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Un bacio abissale sconta mille pene.

Un bacio abissale dopo interrotte condanne interiori.

Frastuoni di sale e passione divorante che tocca il suolo,

dopo esser caduta al volo di mani che non hanno preso il cuore sospeso sull’orizzonte.

Smuovendo le code di bestie feroci e suonando con la lingua voci  nascoste.

Voraci silenzi che avevano fame di esser riempiti,

dita che volevano essere incrociate,

con quella pasta di cui sono fatti i sentimenti veri che non svaniscono col tempo.

Unire i punti sulle vie arteriali, unire i punti per giungere altrove,

senza muoversi ma solo sperando di potersi smuovere.

Facendo riferimento ad uno spazio dove poter incontrare il gemello,

uno spazio parallelo in cui nulla è diverso e tutto è uguale.

Spegnere candele e dimenticarsi delle fiamme che invadono il cuore,

spegnere il fuoco per lasciarlo divampare.

Perché ciò che non ha avuto fine non può finire.

Perché ciò che non ha avuto fine dev’essere per forza amore.

( Copyright della poesia di Amleta Bloom)

PIANGO CRISTALLI D’AMORE

Una rosa nera, non è rossa e non è bianca,

è meno bella e profumata?

Una rosa nera in mezzo ai cristalli di ghiaccio,

brilla di luce oscura e sanguinaria.

Due dita lontane che si rivolgono all’orizzonte

dove il cielo scolora, dove il cielo piove i suoi colori trasparenti.

Cosa il cuore dice la mente non fa,

ciò che la mente dice il cuore non sente.

Cristalli di pioggia piovono dentro le vene,

dare amore è dare il cielo.

Dare amore è dare il cielo.

Dare l’amore è aprire il cielo e far scendere

cristalli di lacrime che diventano sospiri.

Cieli stellati non equiparano le galassie dell’anima,

mischiate alle spine di un fiore così delicato, così nero!

tutto ciò che è lontano sembra dietro la porta

ma la porta rimane chiusa, si sentono soltanto passi,….

La rosa si sta spezzando, i pezzi neri diventano pezzi di unghie nere

e i graffi sul cuore sono trincee perfette per il nemico.

La rosa piange lacrime nere,

la rosa piange un cielo nero

la rosa nera è rimasta nuda e vera.

ARTIGLI DI LUPO E CUORE CALDO

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Un uomo d’altri tempi,

un LORD nascosto nel suo angolo polveroso,

ha mostrato il suo cuore così caldo

che gli alberi si son piegati per il suo fuoco.

In mezzo al bosco la ninfa stava ad attendere,

confusa e triste, ed egli aspettava che la luna piena

illuminasse la sua anima infelice.

I suoi occhi trasparenti si sono avvicinati

e come un serpente ha strisciato sul mio collo

e in mezzo alle mie costole si è già insinuato.

Avvolgendo il dolore mio con le sue forti braccia

ha fatto scomparire ogni cosa, e mi ha coperto

col mantello della notte.

Vorace e dolcissimo

il suo nettare stilla

nel mio calice ch’era rimasto vuoto,

e ogni sorso di sangue che egli prende da me

mi riporta in vita.

Ogni ora si fa scintilla

per poterlo rivedere di notte,

quando solo lui sa arrivare a me senza toccare il suolo,

e dalla cenere risorgerà persino il sole

che mi avevano cancellato dal cuore!

( Copyright della poesia di Amleta Bloom)