DIRE DI NO

Ci sono piante urticanti.

Dovrei inginocchiarmi.

Ma dico di no.

E ancora no.

E il Padrone è esausto.

Mi ha teso una trappola mentale.

Ma mi ribello perchè non posso piegarmi.

LUI DIVENTA ROSSO IN FACCIA.

Sembra un diavolo che vuol prevalere.

Poi riprende la calma.

Sono una donna ribelle.

Non porto la gonna che mi ha ordinato.

Non amo i vestiti che lui ordina per me.

Non amo gli ordini.

L’erba pizzica le gambe. È alta.

Lui vuole che cammini ancora.

Crede che io ceda.

Crede di conoscere la mia mente.

I tacchi traballano.

Sono instabile sul terreno pietroso.

Lui vuole mettermi a disagio.

Allora mi tolgo le scarpe, senza chiedere il permesso.

Lui mi fulmina con lo sguardo.

“Sei sempre tu o hai cambiato personalità?”

E io gli passo davanti zampettando contenta.

“SÌ OGGI SONO LA SORELLA DI JOKER.”

Lui rimane fermo lassù.

Non so cosa sta pensando.

Sembra una statua.

Poi scende. Non dice una parola.

Io sono ancora scalza.

Apre la macchina e va via.

Io rimango stupita.

Inghiotto la sconfitta.

Volevo fare la sbruffona? Ho ottenuto il dono.

All’improvviso lui torna indietro.

“SALI CAGNA. E STAI MUTA. “

Io mi rimetto le scarpe e salgo e non parlo.

Lui sorride.

Avevo creduto di perderlo.

Ma lui è un Pinguino.

( Copyright della poesia di Amleta Bloom)

LE MASCHERE FETISH

A volte per aprire la fantasia, creare scenari particolari oppure solo per curiosare nel mondo del fetish, si possono usare maschere che grazie alla loro varietà possono soddisfare i gusti di tutti. Io per esempio ho un debole per le maschere di latex e quelle a gas di vario tipo. Eccone alcune molto intriganti.

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ANIMALIZZATO

 

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Specchio specchio delle mie anime chi di questi tori è il più pusillanime?

Chi guarda la bandieruola rossa e non corre contro questo velo macchiato di vita?

Sanguinaria l’ardita speranza del mio battesimo esistenziale sulla tua rossa corazza.

Abbiamo guardato e visto cose diverse.

Abbiamo guardato e sentito pensieri diversi.

Ogni sigilli della tua pelle è stato svelato.

Aspettavamo che cosa?

Il procedere del tempo e del desiderio dentro le ore vuote?

Il consumarsi di speranze inespresse date dagli spiragli di luce?

Eravamo su un letto nero e noi eravamo il bianco.

Abbiamo legato corde al soffitto per sorreggere l’abbandono fisico.

Poi abbiamo tirato catene per togliere ogni difesa.

Ci sono campane che suonano solo a festa.

Ti ho messo un sonaglino, come ai gattini, perchè dovevi sentire la tua anima.

E l’hai persa.

Cosa si prova a diventare una ragazza?

( Copyright della poesia di Amleta Bloom)

 

 

 

SMASKERAMENTI

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Dentro la notte di cristallo nell’angolo più cinereo, io trovo il bisogno di quelle mani che schioccano sulla carne.

Ogni volto di fiamma diventa fuoco di un ricordo ritrovato.

Scende il sipario sul mio sguardo e riposo la mia mente nel tuo pensarmi.

Il mio cuore di pietra ha una sottile linea nera che arriva al mio polso legato.

Attraverso dei cancelli di carne, che risuonano della tua voce, che ritorna in vita dal passato di marmo.

Ogni passo che mi concedo ha il respiro di un sospiro nascosto.

Il sapore segreto delle nuove catene mi rende spudoratamente avvilita dalla tua mancanza.

Quando sosti nella tua mente io rimango sulla soglia e aspetto il tuo desiderio che mi coglie di sorpresa.

Nel mare della mia malinconia tu diventi un passaggio sotterraneo in cui mi rifugio e ti sento arrivare come un Padrone solerte ed enigmatico.

E ogni tuo enigma è una soluzione per ogni mia esitazione.

( Copyright della poesia di Amleta Bloom)

L’OMBRA

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Da qualche parte nel muro,

respira senza interruzione

l’ombra della mia perversione

e non si sa quanti giorni di vita

avrà ancora.

Quel viso sconosciuto

che non ha ancora avuto

una connotazione nota,

quello sguardo perfido e astuto

che mi segue da quando sono nata,

ancora non ha corpo e forse non esiste.

Il mostro che resiste nel mio stomaco,

il mostro che ingoia la mia ragione

non riesce a distruggere il mio cuore,

ed è per questo che io resisterò ed esisterò ancora,

oltre quella morte che mi perseguita in ogni ora,

e che sconfiggo baciando l’Orco con tutto il mio amore.

Ombra, io sono più forte di te!

Tu sei solo una macchia nella mia anima

ed io, anche se tua prigioniera, io vedo in me una schiava

e tu non mi impedirai di potermi liberare

grazie al potere del mio Padrone.

Ombra tu scomparirai presto,

perchè nel mio letto io adesso vedo

quel prato dove raccoglievo margherite

prima che tu diventassi reale e mi distruggessi l’infanzia.

Ombra tu stai per sparire,

io l’ho desiderato e tu non avrai più forza

nè dentro di me nè su di me.

Io andrò a vedere la morte,

io poterò le mie carezze

a colui che mi ha dato dolore,

io porterò amore a colui

che ha ucciso il mio sorriso.

( Copyright della poesia di Amleta Bloom)

COMPARSO DAL NULLA

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Oscurità fattasi carne e occhi.

Oscurità fattasi forza.

Oscurità fattasi presenza.

Dal nulla comparso,

dal nulla arrivato,

dal nulla giunto

come un perfido sparviero.

Il bisogno fattosi carne.

Il bisogno fattosi sguardo.

Il bisogno fattosi comando.

Ai piedi di un miraggio

che è il mio orizzonte oscuro e maledetto.

Troppe persone sulla mia carne,

perchè cambiassi colore,

ma tu solo venuto a sedare

la mia ribelle ragione.

Ogni nodo fatto

che non ha dato grido

lo darà presto

per ciò che è iniziato

come un percorso inatteso

e finalmente arrivato.

( Copyright della poesia di Amleta Bloom)

UN VORTICE DI DOLORE

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Mi è necessario il dolore,

come concime,

come cibo interiore,

come briciola che si fa pane.

Mi è necessario che tu mi faccia soffrire,

come se fossi vittima di guerra,

come se fossi vittima di tortura.

Le tue bombe di parole e distacco

mi fanno piegare i ventricoli del cuore,

mi fanno attorcigliare le vene

al tuo cazzo duro come la cartapesta.

Questo è l’occhio del ciclone,

quello che scateni nella mia testa,

quello che mi rende uguale ad una ameba

che continua ad avere una via di fuga

dalla propria vita.

Mi sei necessario

come la benzina per un cadaverico sudario

che deve prender fuoco

per non lasciare traccia

della vita del proprio corpo

ma solo di quella mente

che ti serve  e ti segue

come una fedele luce

nel tuo buio assoluto.

( Copyright della poesia di Amleta Bloom)

IL TUO CUORE INNAMORATO

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Che il tuo cuore di elfo

possa riposare nel mio cuore di terra.

Che il tuo cuore innamorato

possa aprire il mio cuore sofferente.

Che il tuo cuore di terra

possa aprire il mio cuore di fuoco.

Troppo ho sofferto mio elfo,

ed ora solo tu potrai consolarmi.

Troppo ho pianto

e solo tu adesso potrai asciugare

le mie lacrime di terra.

Amami, mio elfo,

amami e adorami,

donami tutto te stesso.

Io sento già il tuo cuore pieno,

innamorato di questa Dama Triste,

e so che il tuo sorriso la salverà dalla morte.

Mio elfo, tu sei giunto a me

come un magico alito di vento,

respiro del bosco che vuole tenere con sè.

Io non uscirò da questo bosco,

poichè io sono dea Diana

e tu sei mio fedele servitore,

mio schiavo fedele,

ad ogni mio passo

tu sarai sempre al mio fianco.

( Copyright della poesia di Amleta Bloom)

NELLA RETE DELL’ORCO

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Rete d’incanti e stratagemmi di ragno

per far cadere la farfalla nelle braccia dell’inganno.

Rete di desideri e spiegamenti di ordigni sentimentali

per far cadere la farfalla nella bocca dell’aracnide eccelso.

Retroverso, uno sguardo di chi si risveglia

in mezzo a tanto sortilegio che stritola.

Prova a camminare sui miei tacchi!

Prova a camminare sui miei occhi!

Prova a rompere la mia rete cucendola alla tu anima.

Prova a rompermi!

Nella rete di una strada virtuale l’Orco

si profilava come il più forte,

e lo è davvero!

Prova a togliermi la rete!

Prova a sciogliere i mie nodi

per legarmi a te!

( Copyright della poesia di Amleta BLoom)

LA CONIGLIETTA

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Cuocimi con due patate attorno,

con o senza contorno io ti farò felice

di poter assaporare il mio sapore vergine

di anima di giocatore.

Metti la tua carta a centro tavola

e lasciami girare tutte le altre.

Ti farò guidare il gioco

perchè io sono solo una coniglietta

nella trappola dell’Orco.

Incrocio le gambe,

vestite di calze a rete,

perchè tu veda quanto io mi sia denudata

per poterti ispirare.

Condiscimi col tuo succo,

spalmami la tua crema sulle labbra:

ogni tua goccia sarà mia benedizione.

Io tengo il musetto fermo,

le labbra socchiuse,

un solo tuo desiderio

per farmi cadere sotto il tuo gioco.

La coniglietta è cotta a puntino,

se giri il cucchiaio puoi subito avere il meglio

del suo grazioso cuoricino.

( Copyright della poesia di Amleta BLoom)