IL RAPACE

aquila

Sfinimenti amorevoli e discordie assassine.

Pelle di piume, pelle di animale, pelle disumana.

Cosa hai fatto del nostro nido?

Cosa hai fatto del nostro volo?

Rapace senza preda in volo.

Rapace con la vittima ancora al suolo.

Aquila divoratrice.

Aquila risolutrice.

Noumeno infelice.

Strappata la radice, come crescerà il fiore selvatico?

Era un ballo di piume, artigli e cuore invasato.

Era un sogno di capelli e crateri infossati.

Brivido di ossa.

Brivido di corpulenza carnale.

Cosa hai fatto dell’inferno?

Cosa hai fatto di quello che hai divorato?

Aquila, mangia ancora il tuo topolino,

mangia il tuo piccolo oggetto assassino.

Punta il becco, a caso, e divora il suo sonno,

divora la sua vita ora che ti sfugge

nel riverbero di quelle nuvole che non s’addensano mai.

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IL PULCINO NELL’UOVO

Se dovessi pensare al peggio “ tutti gli uomini sono uguali”

Sarei come quel Socrate che li voleva tutti mortali.

Ma un’azione o due non possono esser prese

per un intero modo di fare.

Per cui se un uovo si è rotto nel paniere,

tutti gli altri hanno ancora la possibilità di diventare pulcino

di far tutti insieme una bella frittata.

Quindi , se non tutti gli uomini sono uguali,

ce ne sarà uno che saprà maneggiare un fragile uovo,

con attenzione.

Penserà con affetto al pulcino che ci sta dentro,

o a tutto quello che potrebbe diventare

se non lo lasciasse cadere dalle sue mani.

E’ ben strana la sorte che affida

Le cose più fragili

a due mani così forti!

Perché dentro questo delicato guscio

c’è un pulcino che vuole vivere

e diventare grande.

Quindi stai attento, maneggia con cura,

e non lasciarmi cadere dal paniere

mentre salti da una pietra all’altra

sul fiume della vita!

 

inginocchiatA