IL RAPACE

aquila

Sfinimenti amorevoli e discordie assassine.

Pelle di piume, pelle di animale, pelle disumana.

Cosa hai fatto del nostro nido?

Cosa hai fatto del nostro volo?

Rapace senza preda in volo.

Rapace con la vittima ancora al suolo.

Aquila divoratrice.

Aquila risolutrice.

Noumeno infelice.

Strappata la radice, come crescerà il fiore selvatico?

Era un ballo di piume, artigli e cuore invasato.

Era un sogno di capelli e crateri infossati.

Brivido di ossa.

Brivido di corpulenza carnale.

Cosa hai fatto dell’inferno?

Cosa hai fatto di quello che hai divorato?

Aquila, mangia ancora il tuo topolino,

mangia il tuo piccolo oggetto assassino.

Punta il becco, a caso, e divora il suo sonno,

divora la sua vita ora che ti sfugge

nel riverbero di quelle nuvole che non s’addensano mai.

IL MIO RECINTO

stefaniasantarcangelo-hangingontoreality

 

I congegni onirici che riempiono i sogni diurni

appartengono al rosso calore di quella voglia di evasione

che precede l’appartenenza alla vostra assenza.

Legarsi ad un fantasma di tale potenza,

legarsi ad un fantasma con tale esigenza,

con insistenza persino, con pessima costanza.

Potreste essere l’unico, potreste essere il solo,

potreste essere UNO, ma defilate gli obblighi

di tale piacere.

Non scendo nessuna scala, non salgo nessuno scalino,

non proseguo, mi fermo.

Non sono che UNA, inutile presenza superflua

nella vostra vita intensa,

un granello di polvere sulla vostra giacca,

e se cadessi a terra sarei salvata

solo dalla mia mente che non cede mai.

Questo recinto che mi avete messo

per tenermi nell’ovile dove potete attingere

al mio latte prezioso, questo recinto è diventato

così stretto e così desolato

da rendermi bestia selvaggia

nelle mani di altri sparvieri

che mirano alla vostra stessa preda.

Un teatro di muscoli in erezione

che palpano la mia dissoluta ragione

e la mia voglia è solo quella di sparire

non più per mano vostra.

Confesso, non avete il tempo di potermi dare tempo.

Confesso, aspetto la risoluzione migliore per un errore di scelta.

Quando la ghigliottina cadrà sulla mia testa

la mia mente sarà già lontana da tutto questo processo.

 

ANIMA MIA RIBELLE

ANIMA

O anima mia ribelle,

quale pelle hai vestito finora?

Quale pelle ti ha rigenerato?

Il latex non ha ancora l’odore del tuo corpo immortale.

O anima mia ribelle,

quale altra pelle vorresti indossare?

Quale altro animale vorresti essere

per fuggire al predatore?

O anima mia ribelle

la scelta non è mai ovvia,

e si schiude un uovo

per ciò che dentro si può sbranare.

Palpitazioni che non siano indolori

non ne conosciamo e dunque peggiore

è la sorte di chi ti ha questa illusione

di poterti domare.

O mia ancella diletta,

tu mia protetta, tu sola guida di me

e della mia mente, tu sola gemella

che non mostra mai la sua ombra,

dì ancora un sì, e sarà l’ultima volta.

IL LUPO CATTIVO

Gli occhi affilati dalla foresta dove hai vissuto

ti rendono selvaggio e astuto.

Gli occhi di Lupo biancheggiano nel buio

come lame di luna che non ho mai visto in vita mia.

Un essere così forte da piegare gli alberi della mia mente.

Un essere così potente da non usare gli artigli

per prendere ciò che gli serve.

Un lupo maledetto, Capobranco di una tribù svanita nel nulla,

unico superstite di un ardore recluso nei muscoli del cervello.

Sanguigno movimento e zanne ritorte per mordere il mio senno.

Sono senza occhi quando ti guardo.

Sono senza vista quando ti ho visto.

Sono senza tregua quando hai concesso un fremito.

Sono senza difesa ora che mi hai guardata.

Sbrana la tua carne affamata, Lupo,

il calore del silenzio è svanito

e sono piegata da un semplice ciuffo di peli neri

che dalla tua fronte sembrano spuntoni pericolosi

e sono stata trafitta senza esser stata ancora infilzata!

IL PIU’ FORTE

Il più forte getta uno sguardo che non ha dubbi

Il più forte guarda vicino e non ha bisogno di vedere meglio

Il più forte già muove le dita per arrivare alla tua carne.

Il più forte non è mai sorpreso delle cose che dici.

Il più forte non ha bisogno di provare, sa già cosa fare.

Il più forte non esita mai, va dritto al sodo.

Il più forte non tentenna la testa, rimane fermo.

Il più forte non ha bisogno di spiegarsi, si fa intuire.

Il più forte non ha bisogno di mostrare muscoli o strumenti di punizione,

la sua arma peggiore è se stesso.

Quando il più forte esce dall’ombra,

come un lupo nero in mezzo a quelli grigi,

si sente nell’aria un odore diverso.

Già da lontano tu capisci che è arrivato,

che lui è comparso,

che non c’è bisogno di prove e lotte varie,

è il più forte e gli altri rimangono silenziosi.

Non sono le fauci che impauriscono,

non è lo sguardo negli occhi che scansa tutti,

non sono gli artigli affilati,

non è il pelo così scuro e infernale.

Egli porta dentro di sé il cuore della sua schiava,

conquistato dalla sua mente subdola,

e questo gli dà la potenza ch egli altri non avranno mai.

Il più forte è il più vicino alla carne dei sogni

di una debole anima, i sogni che dicono: “VIENI! VIENI!”

 

IL CACCIATORE

Si presume che un Dominante sia il cacciatore della situazione. Che pensi a seguire le tracce di una preda, che senta il suo odore e si metta a seguirla, fino a catturarla. Un Dominante dovrebbe darsi da fare per avvicinare la preda il più possibile e con vari metodi. Pianificare anche trappole e sistemi per far giungere la preda presso di lui senza che questa si accorga di nulla.

Invece nella realtà ci sono molti Dom che aspettano che la preda gli cada sul naso e stanno lì ad aspettare senza muovere un dito. Un vero Dom è un cacciatore, fiuta e si smuove per raggiungere il suo obiettivo. Ha sempre davanti a se quell’obiettivo ed escogita modi più o meno subdoli per far cadere la preda nella sua rete.

Ciò che una slave si aspetta è proprio di essere inseguita, braccata, ricercata, annaspando quando viene ritrovata e quando sente vicino il fiato del cacciatore sul collo. Il cacciatore deve provare alla sua preda di essere lui il più forte, di essere lui colui che prende, che vuole, che non lascia la presa nemmeno per un secondo.

Troppi fantasmi di Dom in giro che come zombie stanno a sbavare senza dare un passo come si deve! Troppi teorici e parolieri che si nascondono dietro le ombra degli alberi e stanno soltanto a guardare. Una preda vuole essere stanata! Una preda vuole essere azzannata! Una preda vuole un cacciatore degno di questo nome!

( English version)

It is assumed that a dominant both the hunter and the situation. What do you think to follow the trail of a prey, its smell and feel that is going in and follow it until you capture it. A Dominant should do more to bring the prey as possible, and by various methods. Plan also traps and systems in order to reach the prey with him without his being aware of it.

Instead, in reality there are many who are waiting for the prey Sun falls on the nose and they are waiting there without lifting a finger. A true Dom is a hunter, sniffs and moves to reach its target. He’s always in front of you and devises that goal more or less subtle ways to bring down prey in its network.

What you expect is just a slave being chased, hunted, sought, gasping when it is found and when he hears near the hunter’s breath on his neck. The hunter has to prove to his prey that he is the stronger, to be the one who takes him, he wants, that does not leave the grip for even a second.

Too many ghosts of Dom around like zombies that are to drool without giving a step as it should be! Too many theoretical and lyricists who hide behind the shadow of the trees and are just watching. A prey wants to be ferreted out! A prey wants to be savaged! A prey takes a hunter worthy of the name! Tell me a little bit.

dominant-man