LA FATACATTIVA

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Carni della nuova fredda stagione,

sementi e forze della mia ultima ragione

portate a me quel tuono devastante

che rigiri la sorte di questo navigante

che non ha saputo piegarsi al mio trono!

Sangue degli uccelli uccisi dal vento dell’inverno

io gelerò il mio mantello e ti darò solo freddo inferno.

Lumina che s’indorano sulle ultime nuvole rosa

avrai irta la tua strada di ostacoli e muri,

poichè tu il tuo sguardo volgesti altrove

e alla fata non desti la tua sottomissione.

Ora le mani della terra hanno deciso

di solcare i mari per tornare alla oscura magione

dove la fatacattiva prepara le sue migliori vendette

e crude e cotte, esse tutte vanno ritorte

nello stesso calderone.

Porgi la tua guancia ad un diverso bacio

perchè l’ultimo raggio di sole ha sfilato all’orizzonte

e da oggi in poi tutto tornerà buio pesto

e per te nessun’altra occasione!

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DAMMI LA PRIGIONE

La prigione che si sta stringendo

dentro la mia carne,

è così dolorosa,

così inattesa

da non poterla combattere.

Non si può combattere

il proprio bisogno di soffrire,

non si può non finire a terra,

per dimostrare amore.

Rompere la mia abitudine

alla sofferenza per trovare una nuova ragione

di poter avere questa situazione animale.

Una parte di me si sta stendendo

sotto al gelo di quell’essere rabbioso

di cui temo il sincero desiderio

di volermi rivoltare da ogni parte.

Sto rompendo l’abitudine

a farmi del male da sola,

mi rimetto alle mani di un altro,

così da poter avere la ragione

per lacrimare ancora nel buio.

Non sono più confusa,

vedo com’è chiaro il dolore

che sento dentro questo errore

di volermi sottrarre al mio essere

preso nella sua prigione carnale.

PIETRE NELLO STOMACO

Pietre nello stomaco,

un peso per un perdono

che sarà mia dura pena.

Pietre sul cuore che soffre,

tempesta e lacrime,

per la rabbia che dovrò patire

sulla mia pelle vergine.

Pietre nello stomaco

e male dentro l’anima,

la prima prova non superata,

lo sconforto di non essere buona.

Dal collare al vuoto totale,

un solo passo e il baratro si è aperto,

sotto i miei piedi.

Pietre sullo stomaco

che dividono il possibile dalla speranza,

una divisione dentro il mio sogno,

una punizione inaspettata.

Un solo respiro e tutto potrebbe sparire,

in una sola volontà a cui devo obbedire,

una volontà così forte da ridurmi in puro dolore.

 

DISABILITÀ AMOROSA

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Chiusero petali di rosa per non far sbocciare il fiore,

chiusero le mani per non prendere le altre in sè,

chiusero i desideri per non lasciarsi andare

e portarono il succo della vita dentro le tasche

a gocciolare come miele scaduto sul selciato

dove giocano splendidamente le loro “normali” vite.

Io questo chiedo, che mi si strazi molto di più con l’amore,

perchè il dolore lo conosco a fondo e non è più novità per me:

mille apocalissi sentimentali rendon un cuore a prova di furto.

PICCOLA FATA ROSA

Piccola verginella,

piccola fata rosa,

qui il tuo canto è arrivato,

e la tua voce candida

ha solleticato le mie dita.

Stringendo l’immagine di Trilly

tu sei perfetta per essere rinchiusa

nella mia casa di bambole.

Così di porcellana è il tuo viso,

e le perle che ti ho messo al collo

ti stritolano il fiato.

Potresti far invidia a Biancaneve,

per la tua pelle così bianca e il tuo capelli neri.

Così piccola e infelice, così struggente nelle tue parole!

Mi scrivi desideri inconfessabili, sogni impossibili,

e vuoi sederti sotto la mia scrivania per ingoiare i fogli che scriverò.

Nessuna poesia ho per te, piccola troia, mio giglio bianco,

che le parole non servono per averti sotto al mio trono.

Tu già sei una colombella perfetta per il mio pollaio,

con le tue piume bianche e la tua cresta rossa

di gallinella vogliosa.

Mi mostri lingerie rosa per sedurre la tua regina

e avere la sua scelta su di te ma sai che presto rimarrai nuda

e solo le mie mani ti vestiranno di lividi e segni di ogni colore.

Quindi prepara la tua pelle con creme profumate,

come una schiava orientale, e porta i tuoi veli di Salomè,

voglio farti succhiare il nettare prelibato che ardisci desiderare

ma dopo aver pianto tutte le lacrime che tenute nascoste

sotto al tuo cuscino da anni.