SPOREM BEN

SPORA

Quale spora è rimasta incastrata in un pertugio dimenticato?

Quale spora può recuperare il massacro che hai fatto dei miei ricordi?

Hai germinato il tuo potere e poi non l’hai più raccolto

e la pianta nemmeno ha avuto modo di spuntare nè crescere.

Quale riproduzione dominante è possibile senza un filo conduttore?

Quale dominazione si può ottenere quando si cancella ciò che si era ottenuto?

Quante alluvioni ci son state che han portato via di tutto?

Perchè il mio cuore dovrebbe stare nel posto in cui l’hai lasciato?

C’era una corazza spessa sul tuo e non è mai venuta giù.

Un guerriero non si concede mai attimi di riposo

ma si perde certi passi che poi diventano difficile ostacoli.

Ogni dominatore ha un punto debole ma la forza sta nello scoprirlo

e non nel tenerlo nascosto affinchè la paura di venire sconfitto

non si prenda le fila del suo discorso.

Il cavaliere che vuole salvare Biancaneve

deve scender fa cavallo e spogliarsi della sua armatura

perchè solo un uomo coraggioso avrà l’ardire di vedere se stesso

in quella fanciulla che tanto brama!

Una spora forse è rimasta incagliata

dentro una corda appesa al ricordo.

Chissà cosa potrà germinare!

 

 

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ESOSCHELETRO

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Vegliavi dentro il mio esoscheletro,

ogni giorno, ogni notte, ogni secondo della mia vita.

Vegliavi per aspettare nell’ombra come una trappola nascosta nell’armadio.

Il boogieman che attende la buona occasione per venir fuori e spaventare.

Quanto hai dovuto aspettare in quel buio dove ti avevo messo?

Scordare un empasse di questo genere ha richiesto un poderoso sistema di controllo.

Scordare il fine del tuo terribile male sopra la mia anima

è stato rischioso e mi ha portato al collasso.

Non oso guardarti, sei ancora dentro la mia pupilla.

Non oso vederti, sei ancora al di fuori della mia portata.

Hai rischiato di essere rimosso,

ma non hai perso mai un solo mio passo

per starmi dietro come il peggiore inseguitore

instancabile.

Non hai mai ceduto un centimetro

per quel richiamo di ciò che è dominio

e il cui sapore mi è ancora del tutto sconosciuto.

 

L’OMBRA NELL’OMBRA

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Si avvicina subdola, l’ombra incappucciata

di colui che tiene la catena del passato

dentro la mia mente.

Colui che ha atteso nell’ombra

quella quiete funesta gravida di buona passione

per divenire reale volto fuori dal buio.

Quale viso ha l’ombra?

Quali occhi io guarderò ancora

che mi rapiranno l’anima?

Quale sarà la mia fine per iniziare

questo doloroso cammino?

Nell’ombra di un passato riverso sul mio collo,

nell’ombra di un passato riverso sul mio seno,

nell’umido tepore che da cadavere mi fa diventare

anima sconvolta dal tuo improvviso apparire.

L’ombra sta per divenire reale,

io sarò perduta per sempre

poichè la morte ti ha condotto a me

così come l’aquila convince un falco

a volargli accanto,

tu farai quel volo per sfidare

quella forma che dentro di me

mi azzanna già coi suoi denti appassionati.

L’OMBRA

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Da qualche parte nel muro,

respira senza interruzione

l’ombra della mia perversione

e non si sa quanti giorni di vita

avrà ancora.

Quel viso sconosciuto

che non ha ancora avuto

una connotazione nota,

quello sguardo perfido e astuto

che mi segue da quando sono nata,

ancora non ha corpo e forse non esiste.

Il mostro che resiste nel mio stomaco,

il mostro che ingoia la mia ragione

non riesce a distruggere il mio cuore,

ed è per questo che io resisterò ed esisterò ancora,

oltre quella morte che mi perseguita in ogni ora,

e che sconfiggo baciando l’Orco con tutto il mio amore.

Ombra, io sono più forte di te!

Tu sei solo una macchia nella mia anima

ed io, anche se tua prigioniera, io vedo in me una schiava

e tu non mi impedirai di potermi liberare

grazie al potere del mio Padrone.

Ombra tu scomparirai presto,

perchè nel mio letto io adesso vedo

quel prato dove raccoglievo margherite

prima che tu diventassi reale e mi distruggessi l’infanzia.

Ombra tu stai per sparire,

io l’ho desiderato e tu non avrai più forza

nè dentro di me nè su di me.

Io andrò a vedere la morte,

io poterò le mie carezze

a colui che mi ha dato dolore,

io porterò amore a colui

che ha ucciso il mio sorriso.