CRIMINI SENTIMENTALI

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Sfilacci di carne malata.

Sfilacci di amore malato.

Sfilacci di sudore rappreso, teso da filo a filo

sul sedile del dolore.

Sfilacci setosi di miele nero.

Sfilacci di sordide vele che non salpano.

Un viaggio nel crimine peggiore che dona la sua vittima.

Sanguinosa sorgente di rossa disperazione, l’amore.

Sanguinosa insorgenza di strettorie venose

che attaccano il cuore stesso e lo uccidono.

Restrizioni malefiche indiovenose,

maledizione emotiva di una ferita infantile.

Due lancette conficcate a dovere

sulla sintesi del tempo disperso,

due lancette conficcate a cuore aperto.

Ogni arma rimane sporca,

ogni arma è ritorta all’uccisore,

poichè chi uccide l’amore

non salva mai se stesso.

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IL CANNIBALE

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Bestia selvaggia

animale feroce

tu più di tutti miri alla carne

come unico sanguinoso portale

per arrivare al mio cuore.

Anima di saliva, sangue di dolore,

spargi nelle mie membra quel desiderio

di dissoluzione che solo le tue mani

possono donare.

Sono folle, sono folle di paura

perchè mi vuoi sbranare

e non ho ancora sentito il morso

di quell’animale che mi rende cenere.

Per la prima volta ho paura di morire di dolore,

per la prima volta so che avrò a che fare con un cannibale.

L’antico canto nelle vene piene di calore primordiale,

l’antico passato che ti porti nel corpo

dove hai tatuato l’enigma della tua vita.

Io sono il domani e il ieri,

io sono il viaggio e l’arrivo,

la fine di questo inizio che mi terrorizza.

Tu sei un animale feroce,

tu sei fauci e ardore carnale,

tu sei fuoco e amore dissoluto

ed io ti farò morire dentro al piacere.

Sbranami ma non farmi male,

sbranami ma rispetta la mia legge di vittima innocente,

che si porrà sul tuo altare per essere sacrificata

a questo desiderio misto di amore e morte

in cui due cervelli e due corpi si uniranno

per darsi la reciproca distruzione.

Ho paura di te, Cannibale!

 

IL TUO SANGUE

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Sputami col tuo sangue infetto.

Sputami con la tua saliva velenosa.

Sputami con le tue viscere di acqua melmosa.

Sputami addosso tutto il tuo passato.

Sputami col tuo sangue di fuoco, 

sulla lingua dove io posso gustare

il tuo sapore infernale.

Tu mi hai battezzato col tuo sputo,

ora rimani sul mio palato 

come il sapore della perdizione

che da sempre ho cercato.

Sputami addosso il tuo amore,

sputamelo dentro, 

iniettami il tuo fiato in gola:

non posso vivere senza pensare

di essere tua ancora, 

di poterti respirare sopra di me.

Ogni altra cosa non ha il tuo odore,

ogni altra vita non ha il tuo sapore,

e la strada che io scelgo sempre

è quella in salita.

IL BACIO ROSSO

Un bacio rosso, tra la donna e l’animale,

tra la bimba e il suo demone.

Un bacio rosso che fa fremere il sangue,

un bacio che sigilla una terribile unione,

tra mostro e vittima.

Memoria di una sola sostanza,

colore di una unica essenza.

Due corpi che non sono corpi,

due sogni che non sono sogni,

due bocche che diventano anime.

Toccata dal bacio del mostro,

non si può dimenticare la forza

di quell’incontro perverso

tra la divinità di ciò che si è

e l’origine ancestrale del sesso:

Due animali si baciano col sangue.

Ciò che rimane registrato dentro le vene,

è l’unione della luce col buio.

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