ACROBATIC DEATH

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Solo tu mi fai diventare incapace di intendere e volere.

Solo un pensiero trafitto dal tuo non pensiero su di me mi dona tutta la sofferenza mai vissuta prima.

Dal trapezio del mio dolore non so scendere più perchè la tua mano conobbi per prima cosa e poi la mia disgrazia.

Così beatamente affranta assaporo il gusto della disfatta e mi voglio lasciare cadere.

Ma tu non sei sotto al trapezio a tendere le braccia.

Tu sei dentro la tua vita ed io sono una piuma che svolazza sotto i tuoi piedi.

Me misera! Perchè non hai pietà di ciò che ancora non mi fai?

Perchè mi lasci dondolare tra dolore e dolore?

( Copyright della poesia di Amleta Bloom)

 

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UN FIORE DISEGUALE

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Ci sono angoli nascosti dove possiamo essere libere di farci liberare.

Quello che si sente è così tremendamente forte che persino un niente diventa tutto.

Una parola, sapere che lui era lì, che forse ha visto, ha guardato, di nascosto, il tuo dolore segreto.

E non poterglielo dire, non poter trascinare questo peso fino a lui!

Oh Sir, quanto è terribile tutto questo!

Quante tombe dovramno mostrare i loro fiori al vostro torace per poter vedere la luna che lo illumina solo per me?

Ed io non ho ancor visto niente di ciò che siete e non conosco nulla di quello che date.

Non sentite sospitare questo cuore afflitto come un fiore disuguale a tutti gli altri e non scelto dal peggiore giardiniere?

Recidete la mia vita ma lasciate quel fiore intatto!

Oh Sir, che gesto sadico non sfiorarmi con la vostra presenza almeno.

Mi lasciate seccare in un mazzo che non odora di voluttà ma di ragione e non vi darò la soddisfazione di una mia lacrima.

Dura rimarrò fin quando scoprirete che questo canto lo cantate anche voi nel vostro cuore.

( copyright della poesia di Amleta Bloom)

THE COLD MASTER

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La presunta freddezza di un Master, il suo distacco, la lontananza emotiva sono delle caratteristiche peculiari di un buon Padrone o sono delle mosse progettate per rendere la slave più bisognosa?

Ovviamente una donna vanilla non resisterà molto tempo aspettando dei gesti di affetto romantico e subito andrà a cercare altrove ciò di cui necessita.

Ma una slave, degna di questo nome, non cerca affetto dal suo Signore ma è appunto quel distacco, che le dona quel dolore di cui necessita per esistere e per sentirsi devota totalmente a colui che è capace di simile stato mentale, che ella ricerca ossessivamente.

Un Master insicuro o sempre riscaldato dai propri desideri diventa facile preda di se stesso e vittima di quei desideri che lo sballottolano tra le mani di presunte donzelle che vogliono fare le schiave.

Ma non si diventa schiave di una persona, semmai si può essere schiave di una volontà che non è la propria.

Questa sottile differenza spesso le slaves in cerca di principe sadico o marito Master non la colgono e dunque hanno un’idea molto distorta di ciò che è un Master.

Un Master non è il principe azzurro, dolce, affettuoso e soccorritore. Non è qualcuno a cui appoggiarsi perchè si è bisognose d’amore o di sesso.

Un Master, che sia degno di questo nome, avrà la sua freddezza come simbolo della stabilità della sua forte mente e volontà.

Così come una pietra non si fa spostare dal vento, allo stesso modo un Padrone sarà fermo, immobile e deciso nel suo essere dominatore.

Quindi la sua freddezza e il suo distacco sono parte di quel dominio che non ha vacillamenti.

Se non fosse così allora non si tratterebbe di un Master ma di un qualsissi uomo che sa donare amore ma che non sa cosa sia elargire sofferenza.

FLUID SIR

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Sotto ogni maschera la possibilità della tua assenza o presenza.

Sotto chili di trasformazione liquida, tu che dai e che togli.

Spogliato o vestito ma pur sempre invisibile e cambiato.

Cambiato da cosa?

Il tuo fluido impulso che si tende e poi si nasconde per ammirare da lontano lo strazio che doni?

Compiacente di vedere lo sguardo che ti cerca e non ti vede?

Sotto chili di pensieri persino il mascara più indelebile viene tutto giù.

E fili di passione nera sporcano il seno che ha sospirato per un tuo accenno.

( copyright della poesia di Amleta Bloom)

NODI PIU’ STRETTI

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Più stretti quei nodi che allargano la stretta

tra schiava e padrone che si contendono il trono.

Più strette quelle conquiste divenute campo di battaglia

per desideri scomposti e indigesti.

Più strette le corde necessarie ad una nuova esplorazione

sul sentiero di guerra contro il dolore.

Quei valenti pensieri che spianavano la strada

son ridotti a pezzucole che bendarono ferite

ancora pulsanti.

Più stretti quei nodi che si son sciolti

prima ancora di cementarsi e diventare unici.

Più forti le sorti di un animale spavaldo

che ha sbranato per non sbranare.

Quanti intrecci infiocchettati

dal ben volere e dissolti nel nulla!

Sulla barella giace la vittima

attaccata al filo di una flebo così labile

e insicura di poter guarire

da quella malattia insufflata

da un Orco indimenticabile.

LA SCHIAVA INDEMONIATA

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Quale spirito ha prelevato la speranza per riporla nel nulla?

Quale spirito malvagio si è inserito nel settaggio e ha trasferito tutti dati

in un diverso data share statement?

Come hai potuto farti sfuggire così preziose serie di sequenze binarie

che erano già entrate in funzione?

Come hai potuto fare l’unico errore di lasciar perdere

quando era necessario insistere?

Uno spirito malvagio abita il cuore della schiava.

Uno spirito feroce finalmente comparso

e pone diversi troian dentro alla sua mente

fino a spiluccare ogni suo volere contro di te.

Attenzione il filo spinato attorno alla sua testa

non è un cappuccio rosso ma un elmo nero.

Sii cauto nel rimescolare le carte

poichè il jolly è già entrato nel gioco

e la mano è passata ad un altro.

Se vuoi “vedere” abbi la sicurezza

di portare con te una scala reale

o non vincerai che il piattin solo.

BRONCIO DI ROVI

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Ammutolita dall’attesa senza una ripresa.

La piccola schiava rimane sospesa sul filo di rovi

che sulle labbra son cresciuti a forza di non poter obbedire

al suo signore scomparso nel nulla.

Ogni parola detta è stata una spilla sulla sua bocca

e nulla è rimasto in quello sguardo implorante

che per mesi ha taciuto il tuo tormentoso sembiante.

Più vicino era il sogno e più lontana si faceva la strada.

Ora non riposa la sposa infelice che non andò mai all’altare

in attesa che il suo signore fosse ciò che aveva aspettato invano.

Cucite le labbra con fili di rovi la piccola schiava non sente,

non sente più alcuna risposta che possa far tremare la luce.

Il signore è stato lontano anni luce e al suo ritorno

nel castello c’è solo una bambola di pezza

che non è più umana ma a lui sempre devota.