SOFFERENZE DIVINE

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Dentro al tuo laccio piccole stelline brillanti.
Sul tuo braccio piccole parole di cielo.
Ami il tuo dolore come se fosse fiamma che ti riscalda.
Senti l’intensità della tua anima espandersi e andare oltre i confini del tuo amore.
Ami e godi da non poter amare senza dolore.
Sofferenze divine come martìri volontari.

( Copyright della poesia di Amleta Bloom)

SEGUI IL CONIGLIO BIANCO

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In un’ora imprecisa il Coniglio Bianco faceva il suo giro di conquiste.

Farfalle fedifraghe, uccelletti dispersi, tori da monta e insetti intriganti.

Tutto andava a finire nel suo brodo.

Ma esisteva una Alice che sostava all’imbocco del cunicolo e quel giorno lui la vide.

Lei aveva quei capelli rossi che il sole adorava e il suo sguardo era di una ingenuità disarmante.

Il Coniglio Bianco si fermò di scatto rischiando un tamponamento e poi suonò il clacson, aspettandosi una reazione da parte di lei.

Ma Alice non aspettava nessuno e quindi rimase ferma immobile a fissare gli alberi della strada.

Il Coniglio Bianco si spazientì e all’improvviso accelerò adirato.

Quella ragazzetta aveva sfidato la sua buona intenzione.

Così quando quella sera la rivide al pub, mezza ubriaca, volle farle pagare la sua indisposizione.

Ma la fanciulla era in buona compagnia e le stavano attorno diversi ragazzi tutti sorridenti.

Il Coniglio Bianco si fiondò davanti a lei, la prese per mano e le parlò.

Alice sgranò gli occhi e non credendo a quelle parole tornò al suo entourage.

Il Coniglio Bianco offeso e nervoso uscì a fumare cento sigarette.

Dopo l’intossicamento autolesionista andò a prendere la macchina, dichiarando la sua sconfitta, ma sul cofano vide seduta la ragazzetta  astrusa.

Quindi, aprendo lo sportello con gentilezza, fece salire la sua nuova schiavetta, dimenticandosi dell’intera fauna della foresta metropolitana.

E Alice, seduta comoda sul sedile di pelle freddo, aveva già le mani legate e il morso alla bocca e sorrideva per aver sedotto il suo secolare Padrone.

( Copyright della storia di Amleta Bloom)

DOLCI LEGACCI

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Nel nido di corde custodisco il silenzio dell’obbedienza.

Rendi ogni filo più stretto e ogni legame più astringente.

Vedo di te la tua arrendevolezza al mio abbraccio di iuta.

Diventi il tronco attorno al quale annodo le mie radici.

Sei calma e tenera con questa dolce imbracatura.

Non ho bisogno di legarti più stretta perchè sei come una preda non costretta e afferrata dai miei legacci selvaggi.

È un gioco da Padrone esperto, quello che ti lascia il respiro sudato.

Un meraviglioso abbraccio che ti dono con la maestrìa di un rapinatore di sospiri.

(Copyright della poesia di Amleta Bloom)

 

 

 

UN CUORE IN SOSPESO

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Dominio di rosse passioni appese alla luce del cuore.

Luccichi quando diventi mia.

Luccichi quando vai via e mi lasci da solo.

Quando ti appoggi al mio cuore e diventi una schiava sei soltanto un cuore appeso alla mia mano.

C’è un nemico dentro di te che io devo sempre mettere all’angolo: il tuo orgoglio devastante che ti rende subdola.

Vuoi imporre il tuo volere, a me tuo Padrone, ma diventi una serpe che si morde la coda.

E ti appendo ad una catena sottile come la tua pena.

Il tuo dolore mi è necessario perchè io sono l’unico che può aprire i tuoi battiti e unirli tutti a me stesso.

Sei così diversa dagli altri cuori infranti.

E i pezzi che mi offri sono così preziosi e così brillanti che li tengo sempre stretti in mano per ricordarmi della tua devozione.

( Copyright della poesia di Amleta Bloom)

PERSEVER-ARES

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Giovane fanciulla ignara dentro la caverna del tuo dito.

Hai scritto fiumi di parole innocue che hanno danneggiato il gioco di molti.

Ma perseverare nella nobile arte della perversione è eccelsa costruzione mentale.

Tu sola sai che il ripristino della fanciulla che eri prima del tocco magico è impossibile.

Ma possibile è sollevarsi alle vette della libera Volontà audace di essere sempre una Sovrana impietosa.

Sei erede di un lignaggio di pietra dura e duro il tuo cuore è diventato poichè l’amore è sacrificio mozzato.

E il perverso piacere di scolorire animi vogliosi è il migliore passatempo che una Signora possa avere.

Ossequiano tutti la tua corona e non sanno che presto gusteranno ogni spia di essa.

( Copyright della poesia di Amleta Bloom)

AVVOLGIMENTI

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Ci sono scosse di cuore intermittenti

Quando la presa è più decisa.

Scosse di forze contrastanti.

Chi ha il potere?

Chi tiene le mani sui tuoi occhi o chi tiene il buio solo dentro gli occhi?

Alzando la testa non si vede nessuna corona ma regna su tutto quel moto del cuore che racchiude ogni fremito.

Nell’universo del dolore tutto è desiderio di dolore.

Allora copri gli occhi e non guardare perchè il buio potrebbe colare tutto addosso al padrone della tua oscurità.

O anima ripresa dal pozzo in discesa, sei dentro un altro pozzo in salita e le corde sono avvolte alle ciglia scolorite dal pianto.

( Copyright della poesia di Amleta Bloom)

 

LA CORREZIONE

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Sei così imperfetta e ti credi già una schiava esperta.

Chi ha deviato i tuoi pensieri molesti?

Ti vesti di obbedienza e rumini desideri.

Ma tu non dovrai avere alcun desiderio.

La mia catena ti porterà dove io vorrò e tu sarai il mio giocattolo schifoso.

Nulla di te è perfetto e solo io posso agire sul tuo volere e sul tuo vivere.

Sei stata tu a voler dimenticare ciò che sei stata e adesso che vuoi diventare il mio gioiello dovrai esserne degna.

Non ho pietà, non ho sentimento, non ho nessun perdono per ogni sbaglio che farai.

E il tuo viso sarà coperto di nulla se non del mio disprezzo per te, piccola insulsa stronzetta.

(Copyright della poesia di Amleta Bloom)