IL PRIGIONIERO E LA FARFALLA

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Un semplice piccolo insetto colorato.

Un giorno qualunque, sole, vento, aria e dannazione.

Una farfalla si posa dove non c’è mai stato colore.

Un semplice insetto, nessun pungiglione,

solo ali e antenne, proboscide per succhiare,

piccoli occhi per vedere.

Il prigioniero allunga la mano,

vuole toccare, vuole sentire.

La farfalla ha due ali leggere, vibranti,

ed un corpo zuccheroso che sporca le dita del prigioniero.

Lui si avvicina di più, vuole stringere,

vuole possedere, ma le ali sono leggere,

impalpabili e si sgretolano subito.

La mano del prigioniero diventa pugno,

la vuole colpire, perchè non si ferma,

non si lascia tenere tra le dita,

la farfalla vuole volare via.

Il prigioniero si accanisce,

ne fa una ragione di vita o di morte,

non vuole lasciarla andar via,

deve trattenerla.

Così stringendo ancora

le toglie le ali e la vita.

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LA FIAMMA DI GHIACCIO

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Ripetutamente scolpita dalle sferzate dure

di quel cuore che non smette di battere.

Ripetutamente cristallizzata

da quella mente che si dibatte per non amare.

Una fiamma di ghiaccio come può diventare?

Una fiamma di ghiaccio cosa può diventare?

Sbigottimento nel vedere quanto gioco vogliano le anime vuote!

Sbigottimento nel constatare quanto si accontentino

di quel nulla che non tocca mai il cuore!

Nessuno schiavo o padrone vuole rischiare,

nessuno schiavo o padrone vuole vivere davvero

quel sentimento che si fa fuoco dentro il ghiaccio.

Io non contemplo il gioco, io non voglio nessun divertimento.

Il mio amore è l’unico mondo che vi farò sfiorare

e se non ne siete degni allora datevi al gioco!