M’ILLUMINA

Mille luci sciolgono la mia obbedienza.
Gocciola il mio ardore devoto per il mio Padrone.
Sono la fiamma dentro la sua stanza buia.
Sono l’unica luce dentro le sue mani.
Io sciolgo il mio essere antico;
io sciolgo il mio dolore dentro la sua anima di predatore.
Necessito di un calore estremo per risvegliarmi.
Peso della luce sulla mia schiena.
Peso delle fiamme incatenate al mio cuore.
Tienimi piegata sotto l’illuminazione.
Fragili sussuri e suppliche non spengono la cera.
Pelle bruciata dalla sua passione.
Pelle disegnata dal suo amore.
Il mio Padrone m’illumina di buio.
Il mio Padrone m’accende di luce notturna.

( Copyright della poesia di Amleta Bloom)

I PENSIERI DI MASTER E SLAVE SONO SIMILI?

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LA SLAVE: Io sono speciale.

IL MASTER:  Eccone un’altra!

LA SLAVE: Io ti amo!

IL MASTER: Non cederò mai!

LA SLAVE: Lui vuole solo me.

IL MASTER: Ce ne vorrebbero almeno altre due per farmi felice.

LA SLAVE: Lui sta pensando solo a me.

IL MASTER: Questo cliente mi sta stressando troppo, è meglio se lo passo al mio collega.

LA SLAVE: Io sono sua

IL MASTER: Chissà quanto resisterà!

LA SLAVE: Lui è speciale

IL MASTER: Dove ho messo le chiavi della macchina?

LA SLAVE: Lui un giorno mi amerà.

IL MASTER: Dove ho lasciato il cellulare?

LA SLAVE: Io mi fido di lui.

IL MASTER: Non le dirò mai che ho un’altra slave.

LA SLAVE: Sono così fortunata ad averlo trovato!

IL MASTER: Questo mese è saltato il cell nuovo, speriamo che possa comprarlo il prossimo.

LA SLAVE: Un giorno lui starà solo con me.

IL MASTER: Ho scaricato la posta sul cell? Non mi ricordo bene.

LA SLAVE: Oggi mi manca moltissimo.

IL MASTER: Cara, cos’hai detto a tua madre? Quando andiamo a trovarla? I domani non posso.

LA SLAVE: Ah quanto vorrei stare al mare con lui!

IL MASTER: Ah che bello, una settimana al mare tutto solo! Senza moglie e senza slave! Che figata!

LA SLAVE: Lui non mi abbandonerà mai.

IL MASTER: Cazzo! Mi sono scordato di telefonare al mio capo!

( Copyright del testo di Amleta Bloom)

IL GIULLARE

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Quale stupida regina può volere un giullare

come sovrano al suo fianco?

I sonagli che suona il giullare

creano false melodie

e la regina è stata ammaliata

da un falso amore servile.

Quale regina inesperta

ha sentito note stonate

e le ha ritenute dolce sinfonia?

Ora sul trono da sola siede

e il giullare rivolge altrove

le sue amorevoli parole.

Il preferito, il prescelto,

il favorito della regina,

ha già trovato altrove

un sollazzo migliore

e dimenticato l’amore

che per la sua signora si diceva speciale.

Colui che è stato privilegiato

ora butta il mio sangue alle ortiche

e gioca con le emozioni che mi ha date.

Quale sciocca regina perde così

Il proprio cuore per un essere inferiore?

( Copyright della poesia di Amleta Bloom)

DI’ LA TUA ULTIMA PREGHIERA

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Angelica e diabolica,

senti il mio spirito di altri ego.

Angelica e diabolica,

non c’è differenza nei miei occhi.

Corri sulle mie falangi per legare le mie dita

per non legarti a me.

Così superiore, così inamovibile

il mio potere nero, così incollato alla mia pelle,

il tuo calice non mi rende vittima.

Sto danzando nel fuoco e le fiamme sono io.

Sto danzando nel fuoco e nel fuoco sono Dio.

Sono una bambola in pezzi, uniscimi e spezzati!

Chi mi rompe mi aiuta a ricostruirmi più forte,

nel mio sangue scorre Eden e la mia lingua è di serpente.

Oltre il tuo cazzo duro gestisci qualcos’altro?

Sono di ferro come dovrebbero essere certi cervelli.

Guido di notte e arrivo sul tuo letto, come un’ombra.

Cos’eri prima di me?

Cosa volevi prima di volere me?

Unica è la storia, unico il finale.

Orpelli non ne uso, fili tantissimi,

perché l’intreccio è complesso,

visto il personaggio che mi sono scelta.

Ho calpestato ali di pipistrello più viscide delle tue,

ho legato piedi caprini più selvaggi,…

ora dovrai dire la tua ultima preghiera per fermarmi!

ARTIGLI DI LUPO E CUORE CALDO

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Un uomo d’altri tempi,

un LORD nascosto nel suo angolo polveroso,

ha mostrato il suo cuore così caldo

che gli alberi si son piegati per il suo fuoco.

In mezzo al bosco la ninfa stava ad attendere,

confusa e triste, ed egli aspettava che la luna piena

illuminasse la sua anima infelice.

I suoi occhi trasparenti si sono avvicinati

e come un serpente ha strisciato sul mio collo

e in mezzo alle mie costole si è già insinuato.

Avvolgendo il dolore mio con le sue forti braccia

ha fatto scomparire ogni cosa, e mi ha coperto

col mantello della notte.

Vorace e dolcissimo

il suo nettare stilla

nel mio calice ch’era rimasto vuoto,

e ogni sorso di sangue che egli prende da me

mi riporta in vita.

Ogni ora si fa scintilla

per poterlo rivedere di notte,

quando solo lui sa arrivare a me senza toccare il suolo,

e dalla cenere risorgerà persino il sole

che mi avevano cancellato dal cuore!

( Copyright della poesia di Amleta Bloom)