IL SIGNORE DELLA NOTTE

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Mai incontrai il vostro cuore perchè gelidissimi sono i vostri occhi e non ammirano nulla di ciò che offro.

Come una vittima del sacrificio rituale vengo presa da uno spostamento emozionale che non comprendo.

Il mio senno giace ai vostri piedi e la notte è più buia della notte del giorno.

I semi della dominazione stanno germogliando nel terreno fertile della mia inettitudine.

Sono piena di schemi che solo la vostra ferrea volontà può rompere.

I meccanismi incerti delle mie voglie vi fanno ridere e scostate tende aggrinzite per coprire meglio la mia goffagine.

Sono acerba come una luna a metà ma voi siete la notte che mi avvolge e mi rende piena.

( Copyright della poesia di Amleta Bloom)

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SMASKERAMENTI

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Dentro la notte di cristallo nell’angolo più cinereo, io trovo il bisogno di quelle mani che schioccano sulla carne.

Ogni volto di fiamma diventa fuoco di un ricordo ritrovato.

Scende il sipario sul mio sguardo e riposo la mia mente nel tuo pensarmi.

Il mio cuore di pietra ha una sottile linea nera che arriva al mio polso legato.

Attraverso dei cancelli di carne, che risuonano della tua voce, che ritorna in vita dal passato di marmo.

Ogni passo che mi concedo ha il respiro di un sospiro nascosto.

Il sapore segreto delle nuove catene mi rende spudoratamente avvilita dalla tua mancanza.

Quando sosti nella tua mente io rimango sulla soglia e aspetto il tuo desiderio che mi coglie di sorpresa.

Nel mare della mia malinconia tu diventi un passaggio sotterraneo in cui mi rifugio e ti sento arrivare come un Padrone solerte ed enigmatico.

E ogni tuo enigma è una soluzione per ogni mia esitazione.

( Copyright della poesia di Amleta Bloom)

DESIDERIA

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Il sogno dentro all’occhio che guarda fisso alla sua desiderata schiava.

L’occhio nel sogno che ammira la prossima meta del dolore.

Il silenzio della mia bocca.

Il silenzio della tua corda.

Per legare il nostro legame bisogna impazzire come due immortali.

Accosta il tuo occhio al mio cuore, stritola ogni cellula perchè io resisto ad ogni abbandono.

E mi dirigo verso il tuo occhio fisso che mi sogna in silenzio.

Oh Sir quanto è nera la tua anima?

Quanto sarà oscuro il mio percorso e cosa rimarrà di me?

La tua nera corda si erge come un serpente animato che avvinghierà ogni mio respiro.

Mordi la mia anima prima di consumare tutto il mio corpo.

( Copyright della poesia di Amleta Bloom)

ULTIMI PASSI

 

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Mentre la musica si diffonde per tutta la casa come un velo di suoni d’attesa,

la tua Padrona si rilassa nell’acqua di desideri audaci immaginando i tuoi occhi curiosi scorgerla,

osservarla di nascosto e annusare il profumo del suo bagnoschiuma preferito.

Poi piano piano eccoli comparire, oltre il pelo dell’acqua, i due piedi dell’amore che ti porteranno a farti fare gli ultimi passi verso di lei.

E tu rimani senza fiato, eccitato, e intenzionato a leccare ogni dito proibito alla tua ragione.

Ringrazia il cielo che sei solo un cane addestrato a star seduto all’altezza del bordo della vasca.

Se fossi stato uno zerbino avresti perso questo spettacolare omaggio che la tua Padrona ti ha concesso.

( Copyright della poesia di Amleta Bloom)

L’ULTIMA PAROLA

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Sarai profeta della mia prigione,

Custode della mia sottomissione.,

grande scoprutore dei miei paesaggi fisici.

Ti darò il mio oceano e berrò il tuo sangue per morire della tua vita immortale.

Oh Sir, si può avere più dolore del dolore di non averti ancora visto?

Un fiore che cresce sotto la luna odia il sole ma aspetta con pazienza colui che illuminerà ogni suo germoglio per farlo sbocciare.

Credimi mio Sir, questa vita senza di te non ha alcuna goccia di sudore e nessun gusto del piacere.

Tutto è insipido se le tue pallide mani non sfiorano il mio collo per stringermi a te.

Abbi compassione di questo cuore in agonia per qualcosa che ancora non ha conosciuto.

E senza voce spiro con un’ultima parola: “Sì, Sir”

(Copyright della poesia di Amleta Bloom)

OMBRE

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Là dove il sole illumina la mia voglia.

Là dove i ricordi prendono luce dalla tua memoria.

Là riplende la tua devozione per la mia dominazione.

Hai imparato la pace del dolore che porta alle tue rinunce.

Hai imparato a scorgere la tua stella nel buio e sono io a illuminarla,

quando decido io e quando voglio io!

Sei il mio possesso preferito, il mio terreno di coltivazione umana.

Non c’è altra tua speranza che non sia nella mia divina persona.

E tu sei come un monaco ubbidiente che recita sempre la stessa litania:

” Sono tuo. Sono tuo. Sono tuo.”

( Copyright della poesia di Amleta Bloom)

SCOPERTURA

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Cosa devi vedere di te stesso che ancora non hai visto?

Cosa devi scoprire della tua ragione che ancora non hai approcciato?

Cosa devi scoprire di quella tua pulsione che non ti fa vivere bene?

Non sono sciocchezze

Non sono solo fantasie

Sono desideri necessari al tuo essere sottomesso.

Sei stato furtivo, invisibile dentro la tua vita,

Hai dovuto ricoprire tutte le tue voglie con na vita normale.

Ma viene a galla qualcosa che non puoi controllare.

Come ti senti adesso che puoi dargli un nome?

( Copyright della poesia di Amleta Bloom)