THE COLD MASTER

10a6bbe5f4747c7de0ee8fe9bfd06583.jpg

La presunta freddezza di un Master, il suo distacco, la lontananza emotiva sono delle caratteristiche peculiari di un buon Padrone o sono delle mosse progettate per rendere la slave più bisognosa?

Ovviamente una donna vanilla non resisterà molto tempo aspettando dei gesti di affetto romantico e subito andrà a cercare altrove ciò di cui necessita.

Ma una slave, degna di questo nome, non cerca affetto dal suo Signore ma è appunto quel distacco, che le dona quel dolore di cui necessita per esistere e per sentirsi devota totalmente a colui che è capace di simile stato mentale, che ella ricerca ossessivamente.

Un Master insicuro o sempre riscaldato dai propri desideri diventa facile preda di se stesso e vittima di quei desideri che lo sballottolano tra le mani di presunte donzelle che vogliono fare le schiave.

Ma non si diventa schiave di una persona, semmai si può essere schiave di una volontà che non è la propria.

Questa sottile differenza spesso le slaves in cerca di principe sadico o marito Master non la colgono e dunque hanno un’idea molto distorta di ciò che è un Master.

Un Master non è il principe azzurro, dolce, affettuoso e soccorritore. Non è qualcuno a cui appoggiarsi perchè si è bisognose d’amore o di sesso.

Un Master, che sia degno di questo nome, avrà la sua freddezza come simbolo della stabilità della sua forte mente e volontà.

Così come una pietra non si fa spostare dal vento, allo stesso modo un Padrone sarà fermo, immobile e deciso nel suo essere dominatore.

Quindi la sua freddezza e il suo distacco sono parte di quel dominio che non ha vacillamenti.

Se non fosse così allora non si tratterebbe di un Master ma di un qualsissi uomo che sa donare amore ma che non sa cosa sia elargire sofferenza.

Advertisements

THE KING

Principi sono passati in molti

sotto le finestre del mio castello.

Cavalieri alati e non,

con spade fiammeggianti

ed elmi argentei e infrangibili.

Guerrieri di ogni tipo,

coraggiosi e ardimentosi,

tutto dichiaravano

lo stesso amore,

lo stesso desiderio.

Ogni loro arma era buona

per farmi cambiare decisione,

ogni loro rosa era un dono così scontato

che mai le ho messe in un solo mio vaso!

Quanti canti e quante poesie ho ricevuto,

io, piccola sovrana di un regno così oscuro,

ch’essi non ne hanno mai visto il confine.

Quante lotte hanno fatto

per donarmi il frutto migliore,

colto dall’albero del mio giardino,

scontrandosi per ottenere il mio dolce favore.

In mezzo a tanto caos di guarnigioni bellicose,

senza cavallo, senza spada, senza rosa

giunse un uomo che aveva per unica arma

le sue mani e la sua mente.

Io chiusi la finestra,

non volevo vedere

quella luce oscura

che mi attirava fuori,

ma dovetti scendere fino all’ultimo scalino

dalla mia torre dorata

per sentirmi dire ch’ero proprio io

la fortunata.

Con un solo sospiro nero

feci sparire tutti i guerreggianti

dal mio giardino,

aprii la porta,

e accolsi Lui.

Un Re si riconosce

non dalla corona,

ma dalla forza

che porta sempre

nel cuore .

 

 

 

LA CHIAVE DI CRISTALLO

Corrimi dietro perchè il mio sangue corre veloce.

Corrimi dietro perchè io sfuggo alla mia anima.

Corrimi dietro perchè io mi dispero e non sono capace.

Non c’è chiave di cristallo che possa aprire un portone di ferro

ma un piccolo ago sottile riesce ad aprire persino le camere blindate.

So che i tuoi artigli si affilano e i tuoi occhi si rabbuieranno,

persino il tuo aspetto cambierà e il mostro verrà fuori,

ma io sarò felice di poter far uscire da me questo orrore.

Tienimi salda, tienimi stretta,

non esitare mai nel mio dolore,

e lasciami esistere nel tuo mondo di piacere.

Corrimi dietro, segui le tracce,

i miei piedi lasciano piccole impronte,

l’animale è in fuga,

l’animale percepisce il pericolo,

sa che la trappola è pronta

e il Sovrano il suo trofeo di caccia

presto otterrà.

Ma non esser troppo sicuro

di vedere i tuo laccio pendere

dal mio sguardo,

poichè rissosi bucanieri seguon

le tue stesse piste e stanno annusando

lo stesso rivolo di profumo femminile.

Tieni saldo il tuo polso

e dimentica il semplice sesso,

è la forza che crea la rete giusta,

e la forza viene solo dal cuore.

TAGLIAMI IN DUE IL CUORE

Tagliami in due il cuore:

un pezzo lo getti e l’altro lo rispezzi.

Se soltanto ti sta a cuore il mio bene,

tagliami nel modo migliore,

fammi mille sfaccettature

così che possa meglio brillare

al tuo dito anulare.

Tagliami e affilami

come se fossi carbonio,

la pietra dura è dura da lavorare,

ma le tue mani forti ce la possono fare.

Tagliami in due il cuore:

un pezzo lo getti via,

perchè non voglio patire le gioie di un’altra fine,

e l’altro lo rispezzi per ridurmi in minuscole gemme di infinito.

Poichè ciò che mi ha salvato ora mi distruggerà,

taglia il cordone col mio antico e malato sogno,

tagli il mio ventricolo di colore smaltato dalla pioggia che ho pianto.

Tu conosci il mio stato di angelico rimpianto

per quella statua di marmo che io sono stata

sulla tomba della mia vita,e tu mio Corvo Nero,

sovrano di un regno di ferro e catene,

apri il tuo antro e fammi giacere

sul suolo del tuo potere.

Io sono consumata dalla disperazione

ma se aprirai questi due pezzi di carne,

questo rischioso organo di bollente energia primigenia,

se taglierai in due questo mio tormentato inverno,

io diventerò estate e mi scioglierò nelle tue mani adorate.

( english version)

Cut my  heart in two parts:

take a piece and throw the other one.

If you only care about my good,

Cut me in the best way,

let me multi-faceted

so that it can better shine

to your ring finger.

Cut me and sharpen me

as if I were carbon:

hard stone is hard to work with,

but your strong hands can do it.

Cut my heart in two parts:

a piece throw it away,

because I do not want to suffer the joys of another order,

and the other the rispezzi to bring me into tiny gems of infinity.

Because what saved me now I will destroy,

cut the cord with my old and sick dream,

cuts my ventricle color enamel from the rain that I cried.

You know the state of my angelic regret

for the marble statue that I have been

on the grave of my life, and you my Black Raven,

ruler of a kingdom of iron and chains,

open your cave and let me lie

on the soil of your power.

I am consumed by despair

but if you open these two pieces of meat,

this risky organ boiling force behind it

if you cut it in two this winter my tormented,

I will become summer and I melt in your hands worship.