LA SCHIAVA INDEMONIATA

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Quale spirito ha prelevato la speranza per riporla nel nulla?

Quale spirito malvagio si è inserito nel settaggio e ha trasferito tutti dati

in un diverso data share statement?

Come hai potuto farti sfuggire così preziose serie di sequenze binarie

che erano già entrate in funzione?

Come hai potuto fare l’unico errore di lasciar perdere

quando era necessario insistere?

Uno spirito malvagio abita il cuore della schiava.

Uno spirito feroce finalmente comparso

e pone diversi troian dentro alla sua mente

fino a spiluccare ogni suo volere contro di te.

Attenzione il filo spinato attorno alla sua testa

non è un cappuccio rosso ma un elmo nero.

Sii cauto nel rimescolare le carte

poichè il jolly è già entrato nel gioco

e la mano è passata ad un altro.

Se vuoi “vedere” abbi la sicurezza

di portare con te una scala reale

o non vincerai che il piattin solo.

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UN ANGELO FELINO

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Mai nella morte vidi tanta vita 

come in te, feroce guerriero

che porti dentro la feroce anima

di colui che ti ha nutrito finora.

Mai nella mia morte sentii

così tanto feroce appiglio

al mio materno grembo

come si artiglia a me

quel tuo corpo duro

che cerca la sua ragione di vita.

Figlio, amante, dio potente, padre, angelo, demone,..

non uno solo di questi, nè una sola io sono per te

ma figlia, amante, dea, madre, angelo e demone anch’io

perchè in questa danza feroce io ti ho segnato

col mio sapore e il tuo piacere non sarà mai piccolo

ma immenso diverrà quel mondo

che aspetta solo di poter sfuggire

a tutte le leggi umane

per divenire il nostro amore.

LE LACRIME DEL SOLE

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Hai rapito le lacrime al sole,

hai avuto accesso al nucleo solare

in cui brilla quella voce antica

che faceva sempre il tuo nome.

Alla fine sei arrivato, feroce giaguaro,

feroce e spietato, dal tuo passato

sei uscito e hai trovato il sole di fuoco.

Nelle braccia della morte ho respirato,

con le mani della morte al mio collo

ho respirato la tua vita.

Tu hai osato sfidare la mia morte,

per riportarmi in vita.

Tu hai osato toglierti la vita

per ridarmi la morte.

Ora che le lacrime del sole

hanno brillato nel nostro buio,

ora è iniziato il tempo per la vera gioia.

Il dolore ha suonato dentro le mie vene,

il dolore ha suonato una musica nuova,

e la mia carne brucia di lacrime sonore,

la mia anima brucia di lacrime solari.

Il fuoco che ti porti dentro

consuma i miei occhi

e l’animale che sei ruggisce

dentro la mia gola.

IL DIO DEI MAYA

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Sorgi serpente ancestrale e striscia sulla mia pelle,

sorgi e striscia sulla mia carne,

striscia e allunga la tua lingua

per leccare quegli strati di dolore umano

che mi hanno seppellita

in fondo al mio liquido veleno.

Sorgi animale fiero e potente

in mezzo a questa vermigliosa gente

che macina solo parole.

Striscia la tua bocca di serpente

sulla mia anima che del tuo veleno

ha sete ancora.

Liquide lacrime e liquida ora

che unì la tua morte alla mia rigenerazione:

illusione non era sapere che tu portavi sulla tua schiena

il disegno della mia vita.

 

UN FEROCE SPIRITO ANTICO

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Nel sangue della notte

la morte ha riscaldato le fiamme

di uno spirito antico

ritornato per ricongiungersi

alla morte di un altro buio illuminato.

Il tuo spirito di fuoco,

il serpente piumato,

mai sopito nel sonno dei secoli e delle ere,

ha dischiuso il mio petto sfidando la morte.

I tuoi artiglio sono artigli veri,

i tuoi morsi sono morsi veri,

la tua fame è disumana

e la tua forza non è di questa terra.

Un Dio antico ha strisciato sul mio petto

e ha bevuto il mio succo per cibarsi

di quell’universo originario

dal quale la nostra ombra

ha avuto la sua primordiale origine.

Non ho paura della tua morte

che si unisce alla mia morte

per darci la vita

di cui abbiamo bisogno.

 

 

IL CALORE DI UNO SPIRITO MORTO

CAPELLI

La tristezza d’estate era diventata inverno.

Ma la tristezza invernale è diventata calore.

Sotto le vesti del tormento di non avere più un sogno.

Sotto le vesti dove la carne rimane solitaria,

uno spirito venuto dal nulla scopre il suo tesoro.

In quel rossore che diventa fuoco di sera,

e in quell’odore che mangia l’anima

che ingoia baci come se ingoiasse colori.

In quel profumo che odora di saliva,

che desidera bramare tutto ciò che è possibile,

in cui il tuo naso ha messo la scintilla,

in cui sparisce ogni dita della tua mano.

Dove le ombre osano,

dove le ombre si baciano,

rimane secco legno e un uccellino sbiadito.

Dove le ombre osano unirsi,

dove due ombre si scoprono senza parlare,

là rimane un suono che è sole e notte.

Mistiche dimenticanze ed estatici ritrovamenti

di spasimi esaltati dal godimento inatteso.

Baciare uno spirito morto

non ha prezzo,

e trovare in quella morte una vita

non ha spiegazione.

Tirami addosso il tuo spirito morto

e non lasciarmi respirare un attimo.

Tirami addosso il tuo cadavere

e riportami in vita.