UNA PICCOLA DOTE

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Ho una piccola dote mio Signore,

Non conosco nulla del vostro mondo.

Ho una piccola dote mio Signore,

Non so essere maliziosa.

Ho una piccola dote mio Signore,

Non ho mai conosciuto il dolore.

Ho una piccola dote mio Signore,

Non ho mai conosciuto il calore delle vostre mani.

Ho una piccola dote mio Signore,

Non conosco nessun altro che veda in me tutto questo.

( Copyright della poesia di Amleta Bloom)

 

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NOTTE AL BUIO

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Come ti senti?

Non lo so.

Ma è una cosa importante.

Forse mi sento come una candela che non è stata ancora accesa.

E che tipo di fiamma avresti?

Credo che sarebbe una fiamma esplosiva.

Riusciresti a farla uscire tutta la tua fiamma?

Credo che sarebbe un vero incendio.

Allora cosa senti dentro di te?

Un pericolo.

Un pericolo di che tipo?

Il pericolo di diventare me stessa.

Ma io potrei avere un fiammifero lo sai?

Non lo so.

Vorresti saperlo?

È buio non riesco a vederti.

( Copyright della poesia di Amleta Bloom)

 

 

 

 

 

IL FILO NASCOSTO

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Il cane segue il padrone perchè questi gli dà il cibo.

L’uomo segue la donna perchè gli dà l’orgasmo.

La donna segue l’uomo per la sua distruzione?

Attitudini e impulsi masochisti  vengono ricamate sul petto di molte fanciulle ingenue.

Fanciulle dominate da belli e brutti sadici che esigono totale dedizione.

O mostro, perchè sei tu mostro? Rinnega la tua natura e dimentica il tuo egoistico piacere!

Cosa accende la stupita voglia femminile di venir usata e abusata da un duro signore che non sa neanche vedere la bellezza di un puro fiore?

Come fa una cieca bellezza interiore ad affidarsi ad un bruto schiavo dei suoi sensi erotici e affamato solo di piacere?

State accorte, fanciulle belle, che il rospo rimane rospo e più leccate e più s’avvelena la vostra anima desiderisa d’amore.

State lontane dagli spaventapasseri pieni solo di paglia ma vestiti con l’eleganza del diavolo!

( Copyright della poesia di Amleta Bloom)

 

 

LA REGINA DEI DESIDERI

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Mai ti dicesti stanco dei miei ordini

Mai ti concessi tregua

Mai ti detti una sola speranza

Ma la tua insistenza,

la tua costanza

hanno fatto breccia nei miei pensieri

E quel forse che ti dissi divenne “sì”.

E i tuoi timidi passi, la tua vita offerta,

il tuo stanco vagabondare ebbero un approdo.

Davanti al mio trono ammirasti la mia scintillante corona.

Ogni gemma era un tuo dolore incastonato nella mia testa.

Ogni tua ribellione riforgiata come assoluta devozione.

E diventasti mio come diventa mio ogni regno dimenticato dalla vita.

( Copyright della poesia di Amleta Bloom)

 

 

SFIBRANTE

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Le peggiori paure palpitano nel buio delle catene.

Le peggiori speranze cadono sulle corde dell’amore.

Nodi indissolubili non dicono il tempo delle vite impegnative.

Separate maschere recitano lo stesso ruolo.

Ti rigiri da solo chiedendoti cosa non ha concesso Lei.

Il motivo di tale guscio o corazza.

Il motivo del dominio così astruso.

Percepisci inutili fantasie che lei non approva.

Non hai le risposte che volevi.

Ma è questo tuo patimento strangolatore che rende Lei più soddisfatta di te.

E tu non sapevi che sarebbe stata così dura resistere senza urlare.

Ma Lei ti ha bloccato le labbra coi suoi slip odorosi e non puoi che ringraziarla di questo suo fine pensiero.

E il suo odore ti imprigiona in questa sfibrante estasi dolorosa.

Lei ha cambiato la tua vita e non ha un motivo per ciò che ti fa.

Ma Lei sa che tu stai lì ad annusare il suo possesso di te.

( Copyright della poesia di Amleta Bloom)

 

 

 

LA MENTE IN UNA STANZA

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Chiusa dentro una stanza.

Pomeriggio dentro e mente fuori.

Chiusa dentro una stanza,

legata ad un letto

ma senza catena,

neanche una corda,

nemmeno un filo.

Nessuno che ascolta,

nessuno che sente:

sola con la Sua mente.

Stivali sudati,

slip bagnati.

Non posso andare da nessuna parte.

Non ancora.

Non ancora.

Tic Toc.

Tic Toc.

( Copyright della poesia di Amleta Bloom)

ACROBATIC DEATH

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Solo tu mi fai diventare incapace di intendere e volere.

Solo un pensiero trafitto dal tuo non pensiero su di me mi dona tutta la sofferenza mai vissuta prima.

Dal trapezio del mio dolore non so scendere più perchè la tua mano conobbi per prima cosa e poi la mia disgrazia.

Così beatamente affranta assaporo il gusto della disfatta e mi voglio lasciare cadere.

Ma tu non sei sotto al trapezio a tendere le braccia.

Tu sei dentro la tua vita ed io sono una piuma che svolazza sotto i tuoi piedi.

Me misera! Perchè non hai pietà di ciò che ancora non mi fai?

Perchè mi lasci dondolare tra dolore e dolore?

( Copyright della poesia di Amleta Bloom)