UN FIORE DISEGUALE

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Ci sono angoli nascosti dove possiamo essere libere di farci liberare.

Quello che si sente è così tremendamente forte che persino un niente diventa tutto.

Una parola, sapere che lui era lì, che forse ha visto, ha guardato, di nascosto, il tuo dolore segreto.

E non poterglielo dire, non poter trascinare questo peso fino a lui!

Oh Sir, quanto è terribile tutto questo!

Quante tombe dovramno mostrare i loro fiori al vostro torace per poter vedere la luna che lo illumina solo per me?

Ed io non ho ancor visto niente di ciò che siete e non conosco nulla di quello che date.

Non sentite sospitare questo cuore afflitto come un fiore disuguale a tutti gli altri e non scelto dal peggiore giardiniere?

Recidete la mia vita ma lasciate quel fiore intatto!

Oh Sir, che gesto sadico non sfiorarmi con la vostra presenza almeno.

Mi lasciate seccare in un mazzo che non odora di voluttà ma di ragione e non vi darò la soddisfazione di una mia lacrima.

Dura rimarrò fin quando scoprirete che questo canto lo cantate anche voi nel vostro cuore.

( copyright della poesia di Amleta Bloom)

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FLUID SIR

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Sotto ogni maschera la possibilità della tua assenza o presenza.

Sotto chili di trasformazione liquida, tu che dai e che togli.

Spogliato o vestito ma pur sempre invisibile e cambiato.

Cambiato da cosa?

Il tuo fluido impulso che si tende e poi si nasconde per ammirare da lontano lo strazio che doni?

Compiacente di vedere lo sguardo che ti cerca e non ti vede?

Sotto chili di pensieri persino il mascara più indelebile viene tutto giù.

E fili di passione nera sporcano il seno che ha sospirato per un tuo accenno.

( copyright della poesia di Amleta Bloom)

L’ETERNO DILEMMA

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Accontentarsi di una pet se non si può avere una slave?

Accontentarsi di una donna curiosa se non si può avere una sub?

Accontentarsi di una switch se non si può avere una Domme?

A volte il desiderio delle persone bisognose deve fare i conti con quello che si trova in giro.

E mentre una Domme per esempio ha vasta scelta su chi sottomettere, sceglendo appunto solo chi ritiene adeguato per se stessa.

Così non può fare un sub o uno slave perchè l’ampiezza di scelta è minore.

E anche un Master, che nonostante possa incontrare centinaia di donne, visto che al mondo ce ne son tante, avrà più difficoltà a trovare una vera slave.

Molta gente recita più ruoli. Recita appunto. E c’è chi accontenta.

Ma c’è più piacere nell’odorare una margherita facile da cogliere e senza profumo oppure aspettare la rosa vellutata dall’intensa fragranza?

Devo ammettere che nella cerchia degli esseri umani i più frettolosi son gli uomini che prendono di tutto pur di esercitarsi e soddisfare il proprio desiderio di piacere.

Ma il desiderio di piacere non appaga il desiderio di potere, ossia di dominazione.

Allo stesso modo gli slaves scodinzolano a chiunque e son ben lieti di seguire qualunque tacco a stiletto.

Le donne invece attendono il legame, l’appartenenza reale, profonda. A parte quelle galline che frequentano diversi pollai all’insaputa del loro Signore.

Comunque c’è questo dilemma, che alcuni appunto non hanno, poichè si abbuffano di qualsiasi cosa, tra lo scegliere ciò che più si confà ai nostri bisogni oscuri oppure prendere la prima cosa afferrabile.

Così alcuni slaves si accontentano delle attrici col frustino in mano e alcuni Master si accontentano delle gonnelline svolazzanti delle farfalle primaverili.

Ma poi, trovano soddisfazione per i loro impulsi? Molti mi hanno detto di no.

Ma mentre uno slave ha un bisogno assoluto di una mano ferma che lo guidi, poichè è pressato dai propri impulsi.

Un Padrone o una Padrona, intendo quelli veri, non hanno fretta di cogliere facili fiori da esporre al ludibrio del pubblico ma aspettano il gioiello unico che sia degno del loro potere.

IL CANNIBALE

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Bestia selvaggia

animale feroce

tu più di tutti miri alla carne

come unico sanguinoso portale

per arrivare al mio cuore.

Anima di saliva, sangue di dolore,

spargi nelle mie membra quel desiderio

di dissoluzione che solo le tue mani

possono donare.

Sono folle, sono folle di paura

perchè mi vuoi sbranare

e non ho ancora sentito il morso

di quell’animale che mi rende cenere.

Per la prima volta ho paura di morire di dolore,

per la prima volta so che avrò a che fare con un cannibale.

L’antico canto nelle vene piene di calore primordiale,

l’antico passato che ti porti nel corpo

dove hai tatuato l’enigma della tua vita.

Io sono il domani e il ieri,

io sono il viaggio e l’arrivo,

la fine di questo inizio che mi terrorizza.

Tu sei un animale feroce,

tu sei fauci e ardore carnale,

tu sei fuoco e amore dissoluto

ed io ti farò morire dentro al piacere.

Sbranami ma non farmi male,

sbranami ma rispetta la mia legge di vittima innocente,

che si porrà sul tuo altare per essere sacrificata

a questo desiderio misto di amore e morte

in cui due cervelli e due corpi si uniranno

per darsi la reciproca distruzione.

Ho paura di te, Cannibale!

 

CHI STA SOTTO E CHI STA SOPRA

alice

 

Cammino su oceani penosi, disastrosi, di desideri offerti come caramelle scadute.

Cammino sulle punte di quelle sostanze che vogliono essere dischiuse dal mio morbo dominante.

Sono la Dea che sfiora i pensieri di ogni ignobile uomo debole.

Sono la Sovrana che potrebbe tagliare palle e cuori ad ogni suo volere.

Non sono del tutto umana quando lascio che la ragione non si pieghi

a quello strano sogno di poter volare lontano da questo mare di cappelle arroventate.

Non sono del tutto sana quando cammino su questi organi pulsanti

e me ne sbatto se rimangono esangui col mio tocco velenoso.

Cammino su oceani pelosi e ricurvi, di vogliosi rospetti, di uomini imperfetti,

di solitari e noiosi omini che barcollano sulle loro vite come se fossero canne di bambù.

Cammino sicura, senza mai farmi sporcare dal loro succo atroce e maleodorante,

che per ogni goccia che ne cade se ne potrebbe spegnere uno di quei loro sogni già spenti.

Non mi fermo su nessuno di loro, non mi fermo su nessuna protuberanza assassina.

io tengo salda la mia corona e non ho intenzione di abdicare.

TAGLIAMI IN DUE IL CUORE

Tagliami in due il cuore:

un pezzo lo getti e l’altro lo rispezzi.

Se soltanto ti sta a cuore il mio bene,

tagliami nel modo migliore,

fammi mille sfaccettature

così che possa meglio brillare

al tuo dito anulare.

Tagliami e affilami

come se fossi carbonio,

la pietra dura è dura da lavorare,

ma le tue mani forti ce la possono fare.

Tagliami in due il cuore:

un pezzo lo getti via,

perchè non voglio patire le gioie di un’altra fine,

e l’altro lo rispezzi per ridurmi in minuscole gemme di infinito.

Poichè ciò che mi ha salvato ora mi distruggerà,

taglia il cordone col mio antico e malato sogno,

tagli il mio ventricolo di colore smaltato dalla pioggia che ho pianto.

Tu conosci il mio stato di angelico rimpianto

per quella statua di marmo che io sono stata

sulla tomba della mia vita,e tu mio Corvo Nero,

sovrano di un regno di ferro e catene,

apri il tuo antro e fammi giacere

sul suolo del tuo potere.

Io sono consumata dalla disperazione

ma se aprirai questi due pezzi di carne,

questo rischioso organo di bollente energia primigenia,

se taglierai in due questo mio tormentato inverno,

io diventerò estate e mi scioglierò nelle tue mani adorate.

( english version)

Cut my  heart in two parts:

take a piece and throw the other one.

If you only care about my good,

Cut me in the best way,

let me multi-faceted

so that it can better shine

to your ring finger.

Cut me and sharpen me

as if I were carbon:

hard stone is hard to work with,

but your strong hands can do it.

Cut my heart in two parts:

a piece throw it away,

because I do not want to suffer the joys of another order,

and the other the rispezzi to bring me into tiny gems of infinity.

Because what saved me now I will destroy,

cut the cord with my old and sick dream,

cuts my ventricle color enamel from the rain that I cried.

You know the state of my angelic regret

for the marble statue that I have been

on the grave of my life, and you my Black Raven,

ruler of a kingdom of iron and chains,

open your cave and let me lie

on the soil of your power.

I am consumed by despair

but if you open these two pieces of meat,

this risky organ boiling force behind it

if you cut it in two this winter my tormented,

I will become summer and I melt in your hands worship.

SALOME’

Sono fatta di nuvole e mare,

se anneghi dentro il mio terzo elemento

posso salvarti nuotando fino al fondo

insieme alle tue pinne d’argento.

Tu che sei Nettuno ed io sirena soltanto,

Tu che sei Plutone ed io Proserpina al tuo fianco,

posso destare anime e implorare gioia

perché ho avuto il tuo cardiaco espianto

di battito di vuoto nel mio vuoto.

Dal bruco bianco è nata una farfalla nera

e questo per molti altri è strano

ma per te è normale vedere la mia natura vera.

Quella mano che si è tesa,

si è distesa sopra di me,

si è sporta fino a diventare serpente

che s’attorciglia al mio cuore,

e toglie ogni spina da dove altri

l’hanno conficcata, ed estirpa croci

dalle tombe dei miei amori estinti.

Tu sei il mietitore dei passati dolori

e il creatore di altri nuovi,

in un insieme di leggere piume che volano

al tramonto rosse come le gocce di sangue

che ho stillato per te dal mio seno di ferro.

Devo rivoltare le mie radici marce

per far crescere il tuo tronco di metallo

e gemmare come un quarzo ritrovato

dopo la notte dei tempi

in cui ho creduto di non poter avere un ballo

in cui potessi spingere i miei piedi

sopra la polvere di quelli che mi hanno incenerito.

Ora alzo verso il cielo il mio teschio

e mi dico “ESSERE”; e pazzo di me

colui che mi salvò dal fiume in cui stavo annegando,

adesso mi guarda danzare coi miei veli colorati di pianto.

Mio Padrone, scuoto questo vento

dai miei piedi e suono i miei sonagli alle caviglie

perché tu possa danzare sul mio ventre

col tuo potente tamburo.

Danzo per te per vivificare quel sigillo

tra il tuo piacere e il mio godimento,

ciò che ci lega è quell’energia

che si fece inizio e si fece fine,

ed insieme cresciamo dentro il nido

di quella grotta da cui siamo usciti indenni,

tu serpente ed io albero di catene di cera.

https://www.youtube.com/watch?v=1mB0tP1I-14

( english version)

I’m made ​​of clouds and sea,

if you drown in my third element

I can save you swim down to the bottom

along with your fins of silver.

You who are Neptune and I only siren,

You who are Pluto and Proserpina me by your side,

I can awaken souls and beg for joy

because I had your heart explant

beat of emptiness in my emptiness.

Since white caterpillar was born a black butterfly

and this is strange for many other

but for you it is normal to see my true nature.

That hand that is stretched,

it is lying on top of me,

is extruded to become snake

that s’attorciglia to my heart,

and removes any plug where other

have stuck, and eradicates crosses

from the graves of my loves extinct.

You are the reaper of past pains

and the creator of new ones,

in a set of read feathers flying

at sunset as red as drops of blood

I dripped for you from my breast of iron.

I have to turn my rotten roots

to grow your metal trunk

and sprout as a quartz found

since the dawn of time

I believed that it could not have a dance

where I could push my feet

above the dust of the ones I have incinerated.

Now get up to the sky my skull

and I say, “BE”, and crazy about me

the one who saved me from the river in which I was drowning,

Now watch me dance with my colored veils of tears.

My Master, I shake this wind

sound from my feet and my ankles rattles

because you can dance on my belly

with your powerful drum.

I dance for you to vivify the seal

between your pleasure and my enjoyment,

what binds us is that energy

who became the beginning and the end came,

and grow together in the nest

of the cave from which we came out unscathed,

you and me tree snake chain wax.