PERSEVER-ARES

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Giovane fanciulla ignara dentro la caverna del tuo dito.

Hai scritto fiumi di parole innocue che hanno danneggiato il gioco di molti.

Ma perseverare nella nobile arte della perversione è eccelsa costruzione mentale.

Tu sola sai che il ripristino della fanciulla che eri prima del tocco magico è impossibile.

Ma possibile è sollevarsi alle vette della libera Volontà audace di essere sempre una Sovrana impietosa.

Sei erede di un lignaggio di pietra dura e duro il tuo cuore è diventato poichè l’amore è sacrificio mozzato.

E il perverso piacere di scolorire animi vogliosi è il migliore passatempo che una Signora possa avere.

Ossequiano tutti la tua corona e non sanno che presto gusteranno ogni spia di essa.

( Copyright della poesia di Amleta Bloom)

IL BISOGNO CRUDELE

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Il bisogno non è desiderio, non è fantasia occulta o mistica regia di una scena voluta.

Il bisogno è crudele fame di ciò che fa male, di ciò che fa sentire l’essere più forte così gradito e necessario.

Non si segue la legge di Natura ma l’arsura della carne debole che vuole il suo Padrone.

E nessun gioco può seguire regole non scritte perchè ciò che si scrive sul corpo è un’obbedienza feroce al dolore.

( Copyright della poesia di Amleta Bloom)

IL SIGNORE DELLA NOTTE

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Mai incontrai il vostro cuore perchè gelidissimi sono i vostri occhi e non ammirano nulla di ciò che offro.

Come una vittima del sacrificio rituale vengo presa da uno spostamento emozionale che non comprendo.

Il mio senno giace ai vostri piedi e la notte è più buia della notte del giorno.

I semi della dominazione stanno germogliando nel terreno fertile della mia inettitudine.

Sono piena di schemi che solo la vostra ferrea volontà può rompere.

I meccanismi incerti delle mie voglie vi fanno ridere e scostate tende aggrinzite per coprire meglio la mia goffagine.

Sono acerba come una luna a metà ma voi siete la notte che mi avvolge e mi rende piena.

( Copyright della poesia di Amleta Bloom)

FELINA

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Di ogni mio mentale cibo preferito voi fate una poltiglia immangiabile.

Mi domate come si doma un felino mai addomesticato.

Non lasciate traccia della vostra inclinazione verso il mio diletto a miagolare invano.

Mi fate stare come un animale in perenne attesa del suo pasto.

E i miei neri capelli sono il mio collare: voi non sciogliete mai il giogo del vostro volere.

Ahi quanti versi devo ancora fare per attirare la vostra perdizione sulla vostra gattina preferita!

E la tana che mi preparate è ancora più scomoda poichè so quanto vi piace farmi disperare su cuscini di velluto secco.

O mio domatore astruso, il vostro sigillo su di me avete posto e adesso per la mia anima non rimane più alcun posto.

Vi guardo nell’aria e mi dico che ho già perso di me ogni mio infinito.

( Copyright della poesia di amleta Bloom)

 

LA FORZA DELICATA

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La vostra elegante fierezza oscura fa volare ogni dita verso la vostra luce abissale.

Mi sveglio col vostro cuore sul palato e m’annichilisco tutta.

Mi spinate con rami invisibili che s’intrecciano e mi divorano con immenso dolore.

Oh quanta grazia mettete nella vostra forza delicata!

Siete il Signore notturno che alimenta le viscere del mio tormento.

Oh quante sbarre conto tra me e voi!

Eppure le superate tutte contorcendo il metallo della mia pancia affamata.

( Copyright della poesia di Amleta Bloom)

 

SMASKERAMENTI

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Dentro la notte di cristallo nell’angolo più cinereo, io trovo il bisogno di quelle mani che schioccano sulla carne.

Ogni volto di fiamma diventa fuoco di un ricordo ritrovato.

Scende il sipario sul mio sguardo e riposo la mia mente nel tuo pensarmi.

Il mio cuore di pietra ha una sottile linea nera che arriva al mio polso legato.

Attraverso dei cancelli di carne, che risuonano della tua voce, che ritorna in vita dal passato di marmo.

Ogni passo che mi concedo ha il respiro di un sospiro nascosto.

Il sapore segreto delle nuove catene mi rende spudoratamente avvilita dalla tua mancanza.

Quando sosti nella tua mente io rimango sulla soglia e aspetto il tuo desiderio che mi coglie di sorpresa.

Nel mare della mia malinconia tu diventi un passaggio sotterraneo in cui mi rifugio e ti sento arrivare come un Padrone solerte ed enigmatico.

E ogni tuo enigma è una soluzione per ogni mia esitazione.

( Copyright della poesia di Amleta Bloom)

L’ULTIMA PAROLA

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Sarai profeta della mia prigione,

Custode della mia sottomissione.,

grande scoprutore dei miei paesaggi fisici.

Ti darò il mio oceano e berrò il tuo sangue per morire della tua vita immortale.

Oh Sir, si può avere più dolore del dolore di non averti ancora visto?

Un fiore che cresce sotto la luna odia il sole ma aspetta con pazienza colui che illuminerà ogni suo germoglio per farlo sbocciare.

Credimi mio Sir, questa vita senza di te non ha alcuna goccia di sudore e nessun gusto del piacere.

Tutto è insipido se le tue pallide mani non sfiorano il mio collo per stringermi a te.

Abbi compassione di questo cuore in agonia per qualcosa che ancora non ha conosciuto.

E senza voce spiro con un’ultima parola: “Sì, Sir”

(Copyright della poesia di Amleta Bloom)