SFIBRANTE

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Le peggiori paure palpitano nel buio delle catene.

Le peggiori speranze cadono sulle corde dell’amore.

Nodi indissolubili non dicono il tempo delle vite impegnative.

Separate maschere recitano lo stesso ruolo.

Ti rigiri da solo chiedendoti cosa non ha concesso Lei.

Il motivo di tale guscio o corazza.

Il motivo del dominio così astruso.

Percepisci inutili fantasie che lei non approva.

Non hai le risposte che volevi.

Ma è questo tuo patimento strangolatore che rende Lei più soddisfatta di te.

E tu non sapevi che sarebbe stata così dura resistere senza urlare.

Ma Lei ti ha bloccato le labbra coi suoi slip odorosi e non puoi che ringraziarla di questo suo fine pensiero.

E il suo odore ti imprigiona in questa sfibrante estasi dolorosa.

Lei ha cambiato la tua vita e non ha un motivo per ciò che ti fa.

Ma Lei sa che tu stai lì ad annusare il suo possesso di te.

( Copyright della poesia di Amleta Bloom)

 

 

 

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IL DOLORE TENTACOLARE

piovra (2)

 

Spasmi allo stomaco e nausea esistenziale.

Rigetto e vomitevole passione insanabile.

Devota complicazione perdurante stillicidio di parole.

Remote verghe che sferzano la schiena invece del riposo.

Oniriche ossessioni e divagazioni notturne che smembrano gli organi interiori.

Della pelle assediata dalle ventose della sofferenza

rimangono segni rossi come baci di una strana possessione.

Soluzioni infinitesimali per un errore di percorso.

Soluzioni piene di incognite per un percorso senza errori.

Temporali crudeli non accennano a lavare il dolore

e la terra sembra gioire nonostante il nostro dissenso.

Lavata solo dalle lacrime, pulisco il mio senno

da ogni ragione che mi fa dubitare.

Il volto rimane uguale, lo spettro anche,

il fantasma è sempre all’opera

e non muta il suo sguardo senza pietà.

Nuda la mia coperta di capelli

che rimane sparsa sul mio letto disfatto,

e piene le mie mani di scolorite abluzioni.

Rischiaro l’alba perchè tu ci sei dentro

e rimani nel mio buio.

PREGHIERA PER IL MONSTER

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Ricorda Signore, la mia carne non ha mai visto il limite.

Ti prego fai piano, sii misericordioso, dosa la giusta dose.

Non affilare le unghie per aprirmi la mente

hai affilato già il rigoroso silenzio tra le porte d’entrata ed uscita.

Ricorda, non so ancora chi sono per te.

Lascia che preghi la mia ultima preghiera.

E’ giunta l’ora estrema e mi dolgo di esser così debole,

come una piuma che verrà fritta nell’olio caldo.

Non ti conosco ma non fermare la tua mano quando mi vorrai.

Stringerò i denti, sarò perfettamente obbediente e saprò pregare a terra,

sotto il tuo piede irruente.

Non mi sforzerò nemmeno di chiederti il permesso

per seppellire quell’amore che non mi hai mai concesso,

e tra le mie mani lo terrò stretto

quando infilzerai il tuo pugnale dritto nel mio petto.

Non ho paura Signore, di finire il mio destino,

senza fiato e senza nome quando pronuncerò il tuo.

Finiscimi subito però perchè potrei guardarmi indietro

e scappare dal tuo feroce amore.