SUL LETTO DELL’OBLIO

oblio

Sfinita dalla vita, sfinita dai sensi floreali, dal profumo della disperazione.

Sfinita la sostanza che risiede nel cuneo polmonare.

Ogni piccolo capillare ha sanguinato.

Ogni piccolo fiore è seccato.

Il bilancio dei morti è una lunga lista.

Il segno premonitore nella luna rossa.

Povera anima perduta nel calice del crepuscolo!

Cresciuta nel desiderio di un bene e morta nel patimento del male!

Offuscamenti e dolci illusorie devastazioni hanno coronato la tua testa.

Quella finestra ha le tapparelle chiuse.

Quella finestra non dona più nessuna visione.

Rassegnati all’oblio e dormi sul letto del tuo dolore.

Ogni corda è sciolta, ogni cammino è finito.

Vaga da sola sul letto dell’oblio e sogna un’altra vita.

Chiudi gli occhi, chiudi l’anima, chiudi il sonno,

lasciati portare via e non opporti più alla fine.

Riposa in pace.

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LE LACRIME DEL SOLE

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Hai rapito le lacrime al sole,

hai avuto accesso al nucleo solare

in cui brilla quella voce antica

che faceva sempre il tuo nome.

Alla fine sei arrivato, feroce giaguaro,

feroce e spietato, dal tuo passato

sei uscito e hai trovato il sole di fuoco.

Nelle braccia della morte ho respirato,

con le mani della morte al mio collo

ho respirato la tua vita.

Tu hai osato sfidare la mia morte,

per riportarmi in vita.

Tu hai osato toglierti la vita

per ridarmi la morte.

Ora che le lacrime del sole

hanno brillato nel nostro buio,

ora è iniziato il tempo per la vera gioia.

Il dolore ha suonato dentro le mie vene,

il dolore ha suonato una musica nuova,

e la mia carne brucia di lacrime sonore,

la mia anima brucia di lacrime solari.

Il fuoco che ti porti dentro

consuma i miei occhi

e l’animale che sei ruggisce

dentro la mia gola.

UN FEROCE SPIRITO ANTICO

Quetzalcoatl

 

Nel sangue della notte

la morte ha riscaldato le fiamme

di uno spirito antico

ritornato per ricongiungersi

alla morte di un altro buio illuminato.

Il tuo spirito di fuoco,

il serpente piumato,

mai sopito nel sonno dei secoli e delle ere,

ha dischiuso il mio petto sfidando la morte.

I tuoi artiglio sono artigli veri,

i tuoi morsi sono morsi veri,

la tua fame è disumana

e la tua forza non è di questa terra.

Un Dio antico ha strisciato sul mio petto

e ha bevuto il mio succo per cibarsi

di quell’universo originario

dal quale la nostra ombra

ha avuto la sua primordiale origine.

Non ho paura della tua morte

che si unisce alla mia morte

per darci la vita

di cui abbiamo bisogno.

 

 

IL CALORE DI UNO SPIRITO MORTO

CAPELLI

La tristezza d’estate era diventata inverno.

Ma la tristezza invernale è diventata calore.

Sotto le vesti del tormento di non avere più un sogno.

Sotto le vesti dove la carne rimane solitaria,

uno spirito venuto dal nulla scopre il suo tesoro.

In quel rossore che diventa fuoco di sera,

e in quell’odore che mangia l’anima

che ingoia baci come se ingoiasse colori.

In quel profumo che odora di saliva,

che desidera bramare tutto ciò che è possibile,

in cui il tuo naso ha messo la scintilla,

in cui sparisce ogni dita della tua mano.

Dove le ombre osano,

dove le ombre si baciano,

rimane secco legno e un uccellino sbiadito.

Dove le ombre osano unirsi,

dove due ombre si scoprono senza parlare,

là rimane un suono che è sole e notte.

Mistiche dimenticanze ed estatici ritrovamenti

di spasimi esaltati dal godimento inatteso.

Baciare uno spirito morto

non ha prezzo,

e trovare in quella morte una vita

non ha spiegazione.

Tirami addosso il tuo spirito morto

e non lasciarmi respirare un attimo.

Tirami addosso il tuo cadavere

e riportami in vita.

 

 

DUE LEONESSE

Prima che io possa iniziare a capire

dove inizia il tuo potere e dove finisce il mio.

Prima che io possa capire dove si può trovare una seconda via

per incrociare l’anima tua alla mia.

Forti leonesse nell’arena dove i leoni aspettano,

usciamo da un passaggio nascosto e arriviamo all’aperto.

Dove vuoi andare, micina graziosa?

Non ruggire ancora, non sei la mia sposa.

Avevi la criniera e non me ne sono accorta?

Ora che sei dietro quella porta

non se ancora in grado di sapere

dove potrebbe portarti questa nuova visione di te.

Non sapevi di essere a me così uguale

e hai dimenticato una parte della tua vera natura?

Piccola micina, non ruggire ancora,

io stavo per esser sbranata quando tu sei entrata nell’arena,

e non sapevi di esser leone pure tu.

Siamo tutte due immerse nella sabbia,

possiamo strisciare insieme verso l’uscita,

io sono già fuori dal cancello dell’arena.

Prova a seguire le mie orme e vai via da questo mercimonio,

la tua carne è dolce e vogliono solo divorarla.

Nessuno conosce i baci della passione,

nessuno conosce il vero perdono dell’anima,

perché non vedi cos’è davvero l’amore?

Piccola micina, piccola leonessa,

non c’è domatore che sappia dare valore

a quello che sente il tuo cuore.

Questo circo a in cui giochi è solo divertimento puro

per soli uomini e tu a nessuno ancora appartieni.

Ecco perché ruggisce la tua bocca e grida la tua gola,

ciò che hai non è che stupido gioco, e sai che il gioco finisce.

Ma l’amore è venuto a tirar fuori la tua vera inclinazione,

poiché solo l’amore vede in te ciò che tu stessa non riesci a immaginare.

Ferma la tua battaglia in questa arena di leoni,

agita la coda e scegli di uscire di scena,

poiché il destino vuole darti ciò che non hai mai vissuto.

Prima che io possa iniziare a capire qual è il tuo colore preferito,

inizia a indossare su di te il mio, perché due leonesse nel deserto

si coprono solo col sole dell’amore.

LeonesseDormono

I COSIDDETT NORMALI

Chiusero petali di rosa per non far sbocciare il fiore,

chiusero le mani per non prendere le altre in sè,

chiusero i desideri per non lasciarsi andare

e portarono il succo della vita dentro le tasche

a gocciolare come miele scaduto sul selciato

dove giocano splendidamente le loro “normali” vite.

Io questo chiedo, che mi si strazi molto di più con l’amore,

perchè il dolore lo conosco a fondo e non è più novità per me:

mille apocalissi sentimentali rendon un cuore a prova di furto.

passione2