BRONCIO DI ROVI

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Ammutolita dall’attesa senza una ripresa.

La piccola schiava rimane sospesa sul filo di rovi

che sulle labbra son cresciuti a forza di non poter obbedire

al suo signore scomparso nel nulla.

Ogni parola detta è stata una spilla sulla sua bocca

e nulla è rimasto in quello sguardo implorante

che per mesi ha taciuto il tuo tormentoso sembiante.

Più vicino era il sogno e più lontana si faceva la strada.

Ora non riposa la sposa infelice che non andò mai all’altare

in attesa che il suo signore fosse ciò che aveva aspettato invano.

Cucite le labbra con fili di rovi la piccola schiava non sente,

non sente più alcuna risposta che possa far tremare la luce.

Il signore è stato lontano anni luce e al suo ritorno

nel castello c’è solo una bambola di pezza

che non è più umana ma a lui sempre devota.

L’ANTICA VOCE

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Sorge dallo scranno silente quel fatato dispiegamento

di forze occulte che alla mia vita ardore hanno sempre dato.

E nel culmine della risorta devozione per l’amarissima terra

che ha visto la mia ultima umana prigione, io di Avalon

terrò nelle mie vene il ricordo di ciò che mi è stato fatto.

Ora discendono retaggi e fili da antiche capanne

dove il sordo e il cieco avevano la stessa voce

ed io mio occhio cercavano coloro che volevan a me sfuggire.

Dal giallo della follia all’ocra della terra mia,

ogni pagliuzza di fuoco che colmerà il mio calice

per te solo fiele e dolore diventerà nella tua vita.

Il mio canto è stato rifiutato e la mia voce è stata tradita

e adesso il mio ordine è per le forze oscure

che dalla mia anima risalgono da quel suolo

in cui nel passato ho vissuto e che mi ha dato il sigillo

della mia disumana perversione.

Povera quell’anima nuda che ha attraversato la mia via

e non si è più girata al mio cospetto,

io per lui non avrò alcun diletto

nel vederlo marcire nel fosso della disperazione.

Il mio giallo bilioso morderà il tuo collo

e la tua mano non troverà quel vampiro

che ti si è avvicinato.

Ora va dentro quel bosco, da solo,

e stai attento alle belve,

io rimango qui accanto al lago

a vederti scomparire come una pagliuzza di inutile fuoco.

 

 

OSCURAMI CON LA TUA LUCE

Angeli erano scesi

Per portarmi nei cieli assisi

ma tu hai fermato il loro canto

con la tua voce imponente.

Angeli erano scesi

per salvare la mia anima

ma tu l’hai afferrata

prima che andasse altrove.

Angeli erano scesi

per contrastare i demoni

che mi strozzavano il fiato

ma tu hai fatto scomparire questi e quelli

impossessandoti di me

come uno spirito dannato.

Angeli erano scesi

per farmi dimenticare il tuo nome

ma tu l’hai scritto sulla mia fronte

ancor prima che ti dicessi

d’esser tua.

Angeli erano scesi sulla terra

per vanificare la mia scelta

ma infine tu stesso sei volato in mezzo a loro

e ti sei mostrato come colui che tra tutti

ha il maggior fulgore e la maggior potenza,

e hai scelto la tua magnifica luce

per oscurarmi.

(english version)

Angels were down

To take me in heaven

but you have stopped their singing

with your voice impressive.

Angels were down

to save my soul

but you’ve grasped

before he went elsewhere.

Angels were down

to counter the demons

I choked the breath

but you got rid of that and the

impossessandoti me

as a spirit damned.

Angels were down

to make me forget your name

but you’ve written on my forehead

even before I told you

of being yours.

Angels had descended on earth

to frustrate my choice

but ultimately you yourself are flown in their midst

and you have proved yourself as one who among all

has the greatest splendor and the greatest power,

and you’ve chosen your magnificent light

to block out.